A proposito di religione e ragione
il caso petrarca
Nasce ad Arezzo nel 1304, dove il padre, notaio fiorentino di parte bianca, si trovava in esilio. A otto anni si trasferisce con la famiglia ad Avignone (Provenza), dopo che il padre era stato chiamato a svolgere la sua professione presso la curia (nel 1305 era diventata sede papale). Per volontà paterna inizia gli studi giuridici (Montpellier e Bologna), ma al diritto preferisce letteratura e poesia.
Nel 1326, mortogli il padre, torna ad Avignone, libero di disporre della propria vita: il padre gli aveva lasciato un modesto patrimonio. Finito il quale egli deciderà di prendere gli ordini ecclesiastici minori, aspirando a varie cariche e benefici (rendita di proprietà della chiesa), al fine di assicurarsi quella indipendenza economica che gli consentisse di dedicarsi agli studi. Fino al 1343 resterà ad Avignone, prestando servizio presso la curia. Il suo interesse culturale principale sono i classici latini (Cicerone, Livio, Virgilio), i padri della chiesa (Agostino) e i poeti in volgare (rimatori provenzali, lirici stilnovisti).
Nel 1327 incontra Laura de Sade, che avrebbe voluto amare e che ricorderà e rimpiangerà per tutta la vita. Laura era già sposata e non corrispose mai all'amore del Petrarca.
A partire dal 1333, sospinto dall'ansia di nuove conoscenze umane e culturali, compie molti viaggi a Parigi, nelle Fiandre, in Germania, a Roma. A Liegi ritrova due orazioni di Cicerone, dando inizio alle scoperte umanistiche dei testi classici e dei codici antichi.
Dal 1337 al 1353 si ritira in solitudine a Valchiusa (presso Avignone), dedicandosi alla meditazione e all'attività letteraria. Nel 1340 riceve dal Senato di Roma l'incoronazione poetica per la sua elevata cultura e per le sue eleganti opere latine. Ritornato ad Avignone, resta profondamente colpito nel vedere il fratello entrare nei Certosini: anch'egli avvertiva il bisogno di vivere una esperienza spirituale più intensa, ma si sentiva incapace di compiere un passo così impegnativo.
Nel 1347 decide di recarsi a Roma per manifestare la propria ammirazione a Cola di Rienzo, proclamato tribuno del popolo, in procinto di realizzare un regime di libertà democratica. Petrarca sognava la restaurazione di una repubblica romana di grandezza pari all'antica. Egli tuttavia, saputo che la rivoluzione si stava mettendo male, preferì fermarsi a Parma. Qui ricevette la notizia che Laura era morta di peste (il 1348 fu l'anno della terribile peste in tutta Europa).
Nel 1350 stringe amicizia (coltivandola in seguito) col Boccaccio a Firenze. Nel 1353 abbandonava definitivamente la Provenza per l'Italia (otto anni a Milano presso i ghibellini Visconti, poi Padova, Venezia...fino ad Arquà, dove muore nel 1374).