Previsioni di Elliott: Pirelli & C.; l'analisi comparata con Tim svela scenari interessanti. I target di breve periodo
Di Alessandro Magagnoli
Se da un lato sovrapponendo i grafici di Pirelli (Milano: PECI.MI - notizie - bacheca) e di Tim (Milano: TIM.MI - notizie - bacheca) da inizio anno è facile notare la similitudine qualitativa tra le due curve, con i titoli che mostrano punti di svolta in comune, dall'altro si vede come sia a settembre, quando Pirelli aveva fatto registrare un massimo a 0.75 circa, quindi sopra i massimi di giugno a 0.736, mentre Tim si era accontentato di rivedere il top di agosto (area 4.20), rimanendo molto al di sotto dei massimi di giugno a 4.50, sia sul recente rialzo, con Pirelli al di sopra dei massimi di settembre e Tim ancora al di sotto dei massimi di giugno (molto più vicini comunque rispetto a settembre), la forza relativa sia è in favore di Pirelli. Questo tuttavia non significa che i titoli si muovano in modo divergente, solamente che Tim rimane attardata, ma nella stessa direzione, di Pirelli, quindi se per Pirelli si pronostica un destino positivo, la stessa cosa dovrebbe essere anche per Tim.
E dal momento che dallo studio dell'andamento passato del grafico di forza relativa Tim/Pirelli si ricava che normalmente il grafico di forza relativa al ribasso coincide con fasi di crescita di entrambi i titoli (superfluo dire più di Pirelli che di Tim), il fatto che anche in questa fase Tim risulti attardata può essere interpretato come un buon auspicio per il futuro del titolo. Se il trend ribassista della forza relativa avviatosi con i massimi ddi fine maggio 2003 venisse confermato (e proprio settimana scorsa è stato violato il supporto rappresentato dai due minimi allineati di settembre e novembre), sarebbe possibile immaginare di essere in presenza di una fase rialzista per entrambi i titoli, rialzo che permetterebbe a Tim di operare la rottura dei 4.50 euro.
E' quindi ovvio che andranno tenuti d'occhio entrambi i grafici, quello di forza relativa e quello della sola Pirelli per avere conferme della prospettiva di un rimbalzo anche per Tim. E con il rialzo dal 25 novembre che ha permesso ai prezzi di superare definitivamente (dopo il tentativo fallito a settembre) la forte resistenza rappresentata dai massimi di giugno a 0.736 sembra finito il lungo periodo di lateralità per Pirelli, con i prezzi che si devono confrontare ora con i massimi di area 0.82 del dicembre 2002 per confermarsi definitivamente al rialzo.
La lettura della situazione in termine di onde di Elliott è la seguente: la fase laterale - rialzista partita con i minimi di marzo fa parte di una correzione, onda 4 di un quintetto ribassista avviatosi con i massimi di marzo 2002. Nella fase di ribasso abbiamo avuto una 1, fino ai minimi del maggio 2002, una 2 (rapida e netta, quindi in base alla regola dell'alternanza la 4 dovrà essere complessa e duratura) una 3 composta, terminata appunto con i minimi di marzo di quest'anno. Da quel momento leggiamo una onda A (lo swing rialzo - ribasso - rialzo fino al top di inizio giugno, con le due leg rialziste di eguale ampiezza, una B che potrebbe anche essere già conclusa con i minimi di inizio ottobre, quindi quella attuale sarebbe la C, che si svilupperà in 5 onde. Obiettivi della C in base alla ampiezza della A sono in area 0.84 euro (limite superiore del canale che è possibile tracciare dai minimi di marzo e ottobre), ed in caso di superamento di quella quota (a 0.82 ci sono anche i massimi di dicembre 2002) fino a 0.95/96 euro. Tutta questa struttura correttiva (un flat se abbiamo contato correttamente la onda A in tre) potrebbe poi essere solo una A di ordine maggiore di una correzione più ampia che come obiettivo massimo si pone il minimo di area 1.34 del maggio 2002 (bottom della 1 che non deve essere superato dal top della 4 pena l'invalidazione della conta). Prima di 1.34 resistenze sono a 1.05 e 1.20, 38% e 50% di ritracciamento del ribasso dai massimi del marzo 2002. La conta rialzista di breve secondo cui sarebbe in corso un'onda 3 di C viene negata in caso di rottura di 0.71 (massimo della 1 del 16 ottobre): in quel caso la C andrebbe considerata terminata, con obiettivi successivi della 5 o della B (nel caso il rialzo dai minimi di marzo fosse solo la A della citata onda 4) a 0.55 circa, area di origine della A.
Le strategie operative di breve sono di acquisto, sia in caso di rottura di 0.85 euro per il test di 0.95 sia per ritorni in area 0.75, con stop in questo caso sotto 0.71.
Fino a che area 0.70/75 non viene violata quindi il quadro di breve - medio termine su Pirelli rimane al rialzo, con buone speranze di un effetto trascinamento positivo anche per Tim. A medio lungo termine invece è possibile che si realizzi un ribasso anche ampio, prima che il rialzo torni a farsi sotto (al termine della fase attuale, che comunque come detto potrebbe arrivare anche a 1.30 euro circa, si prospetta un ribasso, o come facente ancora parte della correzione, o come ultimo atto del ribasso dai massimi del marzo 2002).