centrale nucleare di 2' generazione

le autorità giapponesi hanno sempre cercato di minimizzare, ora alzano il livello a 7 e dicono che le radiazioni nel complesso potrebbero essere superiori a quelle di chernobyl, qualcuno avverta Gashchack....
 
Visto che si chiacchiera di centrali sicure o meno e di tecnologia all'avanguardia beccatevi questo link:

Nucleare, alla ricerca della centrale sicura - National Geographic

Dove si parla di sistemi di sicurezza delle centrali attualmente in costruzione. E' interessante notare come la tecnologia di terza generazione, che ha "solo" 28 anni è comunque poco diffusa (15 reattori su 442 nel mondo) e che comunque non garantisce la "sicurezza intrinseca".
Sicurezza vicecersa garantita dai reattori 3+ prodotti solo da westinghouse ed in costruzione in cina. Quelli che noi dovremmo comprare dai francesi invece sono di terza, una tecnologia, come detto sopra, del 1983: solo il meglio per l'Italia!
Buonanotte


le famose 3+....


Sistemi di emergenza

David Lochbaum, che dirige il progetto per la sicurezza nucleare della Union of Concerned Scientists, un'organizzazione non profit statunitense, è d'accordo sul fatto che i sistemi di sicurezza passiva "danno ai tecnici più tempo per affrontare la situazione, e quasi sempre avere più tempo significa avere più possibilità di successo". Ma resta preoccupato per l'eventualità che il normale sistema di raffreddamento rimanga spento per più di 72 ore. "A quel punto hai sempre lo stesso problema: come fai a riportare l'acqua nel serbatoio per riempirlo?" A Fukushima, fa notare Lochbaum, 72 ore in più "forse non sarebbero bastate". Heymer ribatte che per rifornire il sistema basterebbe un camion dei pompieri e una pompa, una soluzione inefficace a Fukushima, perché nelle centrali di seconda generazione l'acqua deve essere materialmente pompata dal sistema di raffreddamento della centrale.
 
da un terremoto o un zunami si puo' ricostruire

da una contaminazione di radioattivita' non c'e' possibilita' di rinascita'
e' per questo che da anni non si fanno guerre, per la paura del nucleare

guardatevi i video su chernobyl su youtube

Ragazzi sono differenti gli incidenti di Fukushima e Chernobyl, nonostante abbiano la stessa classificazione.
Facendo un esempio, un terremoto grado 7 puo' avere effetti enormi (L'Aquila) o trascurabili (Giappone).

La radioattivita' non e' univoca, e' un fenomeno causato dal decadimento di isotopi instabili che appunto emettono particelle (alfa, beta o gamma) per giungere ad una specie atomica a contenuto energetico inferiore ma stabile.
Fra l'altro parametro da tenere in considerazione e' il tempo che intercorre in questo passaggio da instabile a stabile. Si usa definire l'emivita come tempo occorrente perché la metà degli atomi di un campione puro dell'isotopo decadano in un altro elemento.

Fatta questa premessa, facciamo una necessaria distinzione fra Chernobyl e Fukushima.

A Chernobyl ci fu un'esplosione causata dal vapore/idrogeno all'interno del nocciolo che, scoperchiandosi, ando' a disperdere anche il materiale combustibile (non ricordo se U-237/238 o Pu-239) nell'area circostante e, a causa dei venti, furono sparsi a giro per l'Europa.
Chernobyl pero' soffriva di evidenti errori di progettazione che rendevano intrinsicamente insicura la centrale.

Fukushima non ha questi difetti, non si e' scoperchiato niente, si e' bloccato il circuito di raffreddamento a causa del blackout elettrico (il colmo per una centrale elettrica), l'acqua si e' vaporizzata, si e' divisa in O2 e H2 e l'H2 e' scoppiato provocando perdite di I-131 (isotopo spurio che si forma durante la fissione) sia nell'acqua che nell'aria.

Quello che mi preme far notare e' che l'I-131 ha emivita di 8 giorni, ovvero ogni settimana circa si dimezza e relativamente presto ci saranno tracce trascurabili, soprattutto se vengono attuate le necessarie precauzioni.

Quello che molti ignorano e' che lo stesso isotopo di I-131 viene utilizzato normalmente sia in medicina a scopo preventivo/terapeutico che per altri motivi, ad esempio la metereologia per studiare le correnti atmosferiche.
Per questo mi viene da sorridere quando leggo "Le radiazioni di Fukushima sono arrivate in Islanda", non c'e' alcun modo di stabilire da dove provengano le radiazioni di I-131 visto il loro largo utilizzo.
 
Visto che si chiacchiera di centrali sicure o meno e di tecnologia all'avanguardia beccatevi questo link:

Nucleare, alla ricerca della centrale sicura - National Geographic

Dove si parla di sistemi di sicurezza delle centrali attualmente in costruzione. E' interessante notare come la tecnologia di terza generazione, che ha "solo" 28 anni è comunque poco diffusa (15 reattori su 442 nel mondo) e che comunque non garantisce la "sicurezza intrinseca".
Sicurezza vicecersa garantita dai reattori 3+ prodotti solo da westinghouse ed in costruzione in cina. Quelli che noi dovremmo comprare dai francesi invece sono di terza, una tecnologia, come detto sopra, del 1983: solo il meglio per l'Italia!
Buonanotte
E' normale che sia cosi' , che novita' è, una centrale visti i costi molto elevati deve rimanere in funzione molti anni , quindi mentre arrivano centrali nuove e piu' sicure , devono pero' restare accese le vecchie se no non si guadagna mai e le aziende vogliono guadagnare.
 
Ragazzi sono differenti gli incidenti di Fukushima e Chernobyl, nonostante abbiano la stessa classificazione.
Facendo un esempio, un terremoto grado 7 puo' avere effetti enormi (L'Aquila) o trascurabili (Giappone).

La radioattivita' non e' univoca, e' un fenomeno causato dal decadimento di isotopi instabili che appunto emettono particelle (alfa, beta o gamma) per giungere ad una specie atomica a contenuto energetico inferiore ma stabile.
Fra l'altro parametro da tenere in considerazione e' il tempo che intercorre in questo passaggio da instabile a stabile. Si usa definire l'emivita come tempo occorrente perché la metà degli atomi di un campione puro dell'isotopo decadano in un altro elemento.

Fatta questa premessa, facciamo una necessaria distinzione fra Chernobyl e Fukushima.

A Chernobyl ci fu un'esplosione causata dal vapore/idrogeno all'interno del nocciolo che, scoperchiandosi, ando' a disperdere anche il materiale combustibile (non ricordo se U-237/238 o Pu-239) nell'area circostante e, a causa dei venti, furono sparsi a giro per l'Europa.
Chernobyl pero' soffriva di evidenti errori di progettazione che rendevano intrinsicamente insicura la centrale.

Fukushima non ha questi difetti, non si e' scoperchiato niente, si e' bloccato il circuito di raffreddamento a causa del blackout elettrico (il colmo per una centrale elettrica), l'acqua si e' vaporizzata, si e' divisa in O2 e H2 e l'H2 e' scoppiato provocando perdite di I-131 (isotopo spurio che si forma durante la fissione) sia nell'acqua che nell'aria.

Quello che mi preme far notare e' che l'I-131 ha emivita di 8 giorni, ovvero ogni settimana circa si dimezza e relativamente presto ci saranno tracce trascurabili, soprattutto se vengono attuate le necessarie precauzioni.

Quello che molti ignorano e' che lo stesso isotopo di I-131 viene utilizzato normalmente sia in medicina a scopo preventivo/terapeutico che per altri motivi, ad esempio la metereologia per studiare le correnti atmosferiche.
Per questo mi viene da sorridere quando leggo "Le radiazioni di Fukushima sono arrivate in Islanda", non c'e' alcun modo di stabilire da dove provengano le radiazioni di I-131 visto il loro largo utilizzo.

La tua precisazione è corretta ed importante ma che va integrata; in accordo con ISPRA c'è emissione anche di Cesio 137 che ha un T/2 di 30 anni circa ed ha decadimento beta e gamma -il gamma arriva dalla formazione del Ba 137 (beta sono elettroni che sono relativamente poco "dure" come emissione -si fermano con poco- mentre i gamma è altra storia come ben sai); idem il Cesio 134 emivita molto + bassa-

Il Cesio 137 e 134 inoltre è (sono) tossico di suo e la dose letale è molto bassa ed ha particolarità di essere molto solubile in acqua....

E' vero che sembra nn vi siano (cara grazia) sembra ripeto, rilasci di PU o di U.
Quello + temibile come rilascio ovviamente è il Pu in quanto estremamente tossico -estremamente-

Certo che ripetendomi, la democrazia mostra dei limiti circa l' esposizione alla pressione dei forti poteri economici: questo incidente si sarebbe potuto evitare o attenuare sensibilmente se (a parte il sito di costruzione -sul mare - nel paese con + alta frequenza di tsunami del pianeta, al rinnovo della abilitazione a produrre, nonostante + di qualche problema) dicevo se all' indomani dell' incidente avessero trattato in maniera + energica la cosa senza subire le pressioni di Tepko la quale vorrebbe far ripartire i reattori sani ....

http://www.isprambiente.gov.it/site...Page/Documenti/emergenzanuclearegiappone.html
 
Ultima modifica:
Grazie, non sapevo che c'era stata perdita anche di Ce, le cose cambiano un po', sarebbe interessante sapere anche la zona di rilascio per capire gli effetti futuri sulla ricostruzione
 
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L’incidente di Fukushima sale al livello 7. E i venditori di apocalissi spopolano.



La scala INES (fonte: IAEA)
Qualche giorno fa, il livello di gravità dell’incidente di Fukushima è stato innalzato a 7 sulla scala INES (International Nuclear and radiological Event Scale). Subito, molti giornali e telegiornali già distratti da altre questioni hanno rinvigorito il tiro a segno sulla questione nucleare, tirando fuori dal cappello a cilindro certe perle degne di nota. Vediamo di fare un po’ di chiarezza.
L’assegnazione INES indica la gravità dell’impatto di un guasto o incidente nucleare (o di un evento radiologico non nucleare come quello di Goiania) nei confronti di 1) persone e ambiente, 2) Barriere radiologiche e controllo del reattore, e 3) difesa in profondità (così si chiama la strategia di protezione per passi successivi adottata negli impianti nucleari). Senza entrare troppo nel dettaglio, basta un’occhiata alla sempre ottima analisi di unico-lab per rendersi conto che questo valore non indica assolutamente un peggioramento delle condizioni della centrale di Fukushima Daiichi. Le condizioni restano gravi, al limite un po’ migliori di com’erano una settimana fa, ma la classificazione INES è da considerarsi come la scala Mercalli per i terremoti: una valutazione successiva della gravità di un evento, peraltro ancora provvisoria.
Se siete curiosi di capire come mai l’evento è stato riclassificato livello 7 basta guardare la slide 10 di questa interessante presentazione IAEA: tra i tanti parametri leggiamo una stima di rilascio di 1,3x1017 Bq di Iodio-131 e 6,1x1015 Bq di Cesio 137. Nella tabella comparativa Nisa ripubblicata da unico-lab troviamo un confronto coi rilasci di Chernobyl: siamo a circa un decimo del valore, sia come Iodio che come Cesio.
Attenzione: se nei prossimi giorni dovessero malauguratamente esserci nuovi rilasci, si potrebbe raggiungere ed eventualmente anche superare la quantità di radioattività rilasciata durante l’infausto incidente ukraino. Dovrebbe però essere rilasciato dieci volte più materiale radioattivo; per giunta nel caso giapponese l’emergenza è stata gestita in maniera molto migliore rispetto a Chernobyl (v. pastiglie di iodio ed evacuazione immediata laddove serviva) e la situazione non è altrettanto grave (non c’è fusione completa del nocciolo con distruzione del contenimento e rilascio grave in alta atmosfera) anche se qui sono coinvolti più reattori.


Per capire meglio come l’hanno presa i “soliti” giornalisti italiani, vediamo ora a titolo di esempio l’astuto TG di La7, il cui servizio datato 12 aprile è riassunto per iscritto sul sito: “Pressati dagli esperti internazionali e dai paesi limitrofi, i giapponesi hanno dovuto ammettere che i danni causati dal terremoto dell'11 marzo alla centrale di Fukushima sono di gravità pari a quella di Chernobyl.”

No, semplicemente i giapponesi hanno seguito i protocolli internazionali e dato evidenza della situazione quando ne hanno avuto la certezza. Inoltre, come già detto, i danni non sono pari a quelli di Chernobyl ma molto meno (i noccioli sono ancora chiusi nei contenitori di sicurezza, pur danneggiati) e i rilasci sono dieci volte minori, pur rientrando comunque nel livello 7.


“Una crisi di livello 7 ( e non più 5), il massimo della scala per un impianto nucleare, affermano ora i tecnici della Tepco. Eppure proprio oggi il premier nipponico Naoto Kan aveva affermato che la situazione si stava stabilizzando”

Infatti è così, sperando che non arrivino altre scosse devastanti o cedimenti strutturali.
“ respingendo le critiche sui ritardi del governo nella comprensione della gravità del disastro: "Abbiamo solo atteso il parere degli esperti che hanno fatto le loro valutazioni sulla base degli standard internazionali", ha osservato Kan.”

Appunto. Considerato che, secondo Greenpeace, persino il fondo naturale di radioattività è inaccettabile, i giapponesi hanno saggiamente atteso il parere delle loro agenzie nucleari NISA e JAIF e della IAEA prima di innalzare il livello INES ed espandere l’evacuazione.
“A muovere pesanti rilievi all'operato del governo di Tokyo ci sono gli ambientalisti di Greenpeace che parlano di ritardo inaccettabile, visti i dati raccolti dalle squadre di radioprotezione inviate sul posto dall'organizzazione.

Mi fa sempre ridere pensare a un esperto di Greenpeace che comunica di essere stato in zone in cui il livello di radioattività è pericoloso. Ma se è pericoloso e lui/lei c’è andato/a, ora non dovrebbe star male o quantomeno essersi preso/a radiazioni in eccesso? Ed è disposto a rischiare così tanto (secondo lui/lei) pur di avvisarci? Non sarà che esagerano un po’?


"La storia dell'industria nucleare è macchiata di silenzi.”

Fantastica la vena complottista. Ha sempre un sapore particolare quando ci sono di mezzo tragedie umane.


Sia in Giappone che altrove, l'industria nucleare ha di nuovo cercato di minimizzare il rischio sulle popolazioni colpite da questa tragedia ", afferma Greenpeace che già tre settimane fa aveva chiesto di classificare quest'incidente con il livello 7


Talmente minimizzato che secondo BBC e giappoazzie (e anche secondo me) siamo al delirio della Cherekofobia™ (cioè fobia delle radiazioni, l’espressione è copyright del buon Vanzo). È vero che già il 27 marzo Greenpeace invocava un allargamento della zona di evacuazione, sulla base di alcuni rilevamenti tra cui quelli effettuati a Iitate, 40 km a Nord-ovest di Fukushima Daiichi. E avevano ragione, tant’è che li hanno ascoltati nel giro di pochi giorni: le dosi denunciate dagli stessi ambientalisti arrivavano sino a 10 microSv/h (pericolose ma nei mesi, non in pochi giorni), quindi c’era tutto il tempo di verificare la situazione prima di fare passi falsi.


Per curiosità, anche questo filmato concorda sostanzialmente con quelle dosi, ma posso assicurarvi che il giornalista è vivo e vegeto, sta benone e non ha innalzato in modo percettibile la sua probabilità di sviluppare un tumore o una leucemia a causa di questa breve incursione nelle vicinanze della centrale (vero ing. Ruffatti?).

Insomma la Nisa conosceva già bene la gravità della situazione e probabilmente intuiva da un po’ che potesse essere un livello 7, visti i rilasci significativi di materiale radioattivo. Perchè non ha agito prima? Semplicemente perchè per alzare il livello della crisi ed evacuare parecchie migliaia di persone in più bisogna essere ben sicuri che il problema sia aumentato talmente tanto da metterli veramente in pericolo. O vogliamo provocare un’evacuazione di massa (con tutti i problemi che questo comporta) senza avere numeri ma solo sulla base del parere di un’associazione indipendente di ambientalisti?


Segnalo che ho aggiunto una pagina al blog con alcune domande&risposte sulla radioattività. Spero possa interessarvi! I commenti sono, come al solito, benvenuti.


Pubblicato da Paolo Vasca a 01:17
 

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