Contrarian. Sulle tracce della depressione
04 Jun 2009
da
http://www.fondionline.it/indicecms.php?idpagina=art&idart=23653
A cura di Gian Luca Bocchi -
[email protected]
Innanzi tutto ben tornato a Raffaele Mascetra, (
[email protected] ), analista intermarket che fa gestione attiva di portafogli di clientela privata (azionario, commodities, divise, tassi).
Raffaele, vorrei sottoporti nuovamente una domanda posta nella scorsa intervista. Una delle motivazioni addotte dai tantissimi analisti nel mondo che sono tornati ad essere positivi sulle borse è che comunque le aziende presenteranno molti più utili di quelli incorporati nei prezzi di inizio marzo. Sul fronte specifico degli utili delle societa' come ti senti di commentare questa affermazione ?
Partiamo dagli utili societari e guardiamo le tabelle di seguito :
Ho riportato la somma degli utili operativi delle società dello S&P500 per il periodo 2000-2008. A destra aggiunto la somma delle stime di utile operativo previste dagli analisti delle società (analisi bottom up). Secondo gli analisti nel 2010 l’utile operativo raggiungerà un nuovo record e farà segnare un incremento del 29% rispetto al dato 2008.
Siccome il 2008 è stato influenzato da perdite eccezionali ho poi escluso dalla serie storica AIG, Citigroup, Ford e GM che nel 2008 hanno riportato un totale di 166 miliardi di dollari di perdite operative.
Il calo degli utili operativi nel 2008 risulta essere molto ridimensionato passando da un -22% a un -6%.
Nel 2010 avremmo comunque utili operativi record. Molto interessante.
Infine la tabella che segue l’ho elaborata prendendo i dati e le stime che si trovano sul sito di Standard & Poor's
Anche in questo caso le percentuali di incremento degli utili previsti al 2010 rispetto al 2008 sono fuori contesto. Giova ricordare che a fine settembre 2008 gli analisti stimavano utili operativi 2008 a 81 USD. Il dato definitivo è stato di 49.5 USD, mentre per il 2009 stimavano utili record a oltre 100 USD. Le stime attuali sono di 54.2 USD per il 2009 e 73.8 USD per il 2010.
Per tirare le somme secondo me la vera sorpresa (i
n negativo) sugli utili operativi ci sarà proprio nel 2009 e nel 2010.
Cosa te lo fa dire ?
Al di la dell’immagine da Mulino Bianco trasmessaci dai media negli ultimi due mesi, la realtà, è molto semplice : i
percapacità produttiva (a livello mondiale siamo a tassi di utilizzo tra il 60% e il 70%, record storico negativo) su domanda gonfiata da credito e ricchezze virtuali.
Questo gioco è rotto, almeno per quanto riguarda un orizzonte di qualche anno.
Provano il tutto per tutto con la politica monetaria e con la carta psicologica. A tale proposito voglio vedere come saranno messi psicologicamente i lavoratori quando scadrà la cassa integrazione.
Se il gioco non gli "riesce" (e bisogna mettersi d’accordo su cosa si intende per riuscire)
si ritrovano con debito e deflazione degli assets, cioè cappotto. Per questo è da ribadire una scelta sola combinata:
long oro/
short equity.
Alla larga da corporate low investment grade/high yield.
Questa riflessione si allaccia direttamente al dilemma deflazione-inflazione.
Le autorita' che guidano la gestione della crisi puntano a convincere investitori, imprese e privati che
sono pronti a tutto pur di battere la deflazione. Tradotto: investite i soldi e non teneteli nel cassetto altrimenti potreste trovarvi con delle briciole in mano.
Analizzando il quadro attuale ci troviamo di fronte a svariate domande.
A
ZIENDE: con un utilizzo della capacita' produttiva manifatturiera cosi bassa e con scarsissima visibilità sulla domanda futura cosa ci si puo' aspettare realisticamente sul fronte degli inventimenti?
INVESTITORI: dovrebbero vendere reddito fisso, specie governativo, e andare su azioni (con tutti i dubbi che possono permanere sulla visibilita' della crescita e degli utili). Ma se si vende reddito fisso governativo i rendimenti salgono. Come impatta sulle prospettive di uscita dal tunnel del mercato immobiliare e sul rilancio dei consumi? Le banche centrali insisteranno in maniera esponenziale nel quantitative easing?
PRIVATI: da dove estrarre ricchezza in un contesto con alta disoccupazione, salari sotto pressione, bassi tassi di risparmio e indebitamento elevato?
BANCHE: il deleveraging dei bilanci bancari è veramente finito o non è nemmeno iniziato?
Dal mio punto di vista vincere la deflazione, nel contesto attuale, resta un'impresa ardua. I
noltre reflazionare stampando moneta e svalutando la divisa puo’ diventare un boomerang pericolosissimo per le le già incerte prospettive di ripresa. Probabilmente le autorià sono coscienti di questo e preoccupa pensare che saranno disposte a andare avanti a oltranza sulla strada della reflazione attraverso gli strumenti citati. E’ per questo che ho ancora posizioni lunghe sull’oro.
Per il resto personalmente non partecipo al gioco che incita ad aumentare il profilo di rischio degli investimenti.
Mantengo un profilo di rischio estremamente prudente.
La crisi non è passata quindi ?
Direi di no e la percezione e la certezza la si avrà a cavallo fra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, quando rientrati dalle vacanze ci si renderà conto che i consumi non riprenderanno, le aziende non assumeranno, la cassa integrazione sarà finita e i prezzi dell’immobiliare (parlo dell’Italia) continueranno a scendere.
Lo scenario che si delineerà assuerà man mano i contorni della depressione.
A proposito di immobiliare credo non sia sfuggito a nessuno il dato di aprile sullo
stock di case invendute USA : 3.970.000. Al ritmo attuale occorrerebero 10.2 mesi per smaltirlo. E’ questo un dato che ha ripreso a salire dopo una precedente correzione. I
l mercato immobiliare non si è per niente stabilizzato.
Comunque sono curioso di sapere cosa diranno le autorità di fronte all’ennessimo appuntmento con la realtà. Nutro un po’ di timori circa i già precari equilibri sociali.
E le banche ??
Ecco l’altra nota dolente.
L’atteggiamento dei banchieri non solo non è cambiato, è diventato ancora più arrogante e ingordo.
Hanno ottenuto il cambiamento delle regole contabili ; non hanno ridotto la leva (basta guardare il Var riportato da Goldman Sachs, JPMorgan) ; raccolgono a tassi nulli ; con la scusa della crisi e del rischio applicano spread altissimi ; succhiano i soldi dai contribuenti.
Sulle emissioni obbligazionarie la determinazione dei prezzi è assolutamente discrezionale.
Facciamo ad esempio il caso di un'obbligazione BNP, 2.875%, a 3 anni, emessa il 27/5/09. Prezzo per gli istituzionali 98.848, prezzo per il retail 99.848.
Gli istituzionali sono per lo più le banche che poi girano i titoli alla propria clientela. Le considerazioni da fare sono diverse.
Che significato hanno i tassi di mercato se BNP emette un’obbligazione facendosi dare 98.848 rispetto ai 100 di nominale??
Le banche, oltre alla commissione applicata al cliente lucrano l’1.012% tra quello che pagano a BNP e quello che ricevono dai propri clienti. Facile fare i bilanci cosi, vero ?? E poi, se i clienti sapessero la differenza di prezzo sarebbero ancora dell’idea di sottoscrivere quell’obbligazione ???
Senza contare le commissioni implicite che si determinano con l’allargamento degli spread fra bid e ask.
Inoltre continua a perpetrarsi uno dei più odiosi « furti » del sistema bancario, quello della finanza strutturata. Tutti i prodotti strutturati hanno commissioni nascoste e mi meraviglio che ancora oggi non sia stato affrontato il problema e non siano state intraprese iniziative per far emergere questo odioso « sommerso ».
La strategia elle banche e dei capi di governo è quella di imputare la colpa della crisi ai paradisi fiscali e agli hedge fund,
anche se sappiamo che le grandi banche hanno smesso di fare banca e credito e sono diventate loro i più grandi hedge fund. E
’ un modo per razziare tutto quello che c’è da razziare. Nella precedente intervista avevo detto : « A voler pensare male anche il timing dell’esplosione della crisi alla vigilia delle elezioni USA ha dato la possibilità di p
untare la pistola alla tempia del Congresso e razziare quello che c’era da razziare. Vengono in mente scene di devastazione e saccheggio in stile barbarico bipartisan ».
A distanza di qualche mese sono ancora più convinto che le banche stiano stringendo ancora più la morsa con la complicità dei governi che sono sempre più espressione della lobby bancaria, Obama incluso, anzi direi soprattutto Obama.
Insomma siamo sempre più sotto il giogo delle banche.
Grazie Raffaele.