Mi tocca sempre arrangiarmi
Germania, voto su Efsf test fondamentale per maggioranza Merkel Reuters - 29/09/2011 09:31:33 BERLINO, 29 settembre (Reuters) -
Il Cancelliere tedesco Angela Merkel affronta questa mattina una delle sfide più importanti per la propria sopravvivenza politica in quanto alcuni membri della coalizione, di fatto contrari agli aiuti alla Grecia, potrebbero umiliarla nel voto parlamentare sul potenziamento delle facoltà del fondo salva-Stati.
L'appoggio dell'opposizione di centro-sinistra assicurerà comunque il passaggio del disegno di legge sui nuovi poteri da conferire allo European Financial Stability Facility che alcuni paesi come la Finlandia hanno già ratificato ma altri, come la Slovacchia, stanno ancora dibattendo.
Si tratterebbe però di un danno politico rilevante per il Cancelliere se le misure passassero soltanto grazie all'appoggio dell'opposizione a causa dei dissidi interni alla maggioranza.
I cristiano-democratici e gli alleati stanno facendo pressioni sui dissidenti affinché tornino sui loro passi prima del
voto, previsto per le 11 di questa mattina e il cui risultato dovrebbe cominciare a delinearsi dopo circa mezz'ora.
"Stiamo lavorando per convincere i parlamentari", ha detto il numero due del Cdu Hermann Groethe a Reuters.
Groethe ha detto che il governo non si metterà nella posizione umiliante di dover dipendere dai social-democratici e dai verdi.
Merkel ha cercato di rassicurare la coalizione dai timori che il denaro dei contribuienti tedeschi venisse sprecato negli aiuti alla Grecia anche se naturalmente, come mostra l'andamento dei mercati finanziari, non si può escludere l'ipotesi di default.
Il cancelliere è spesso accusato, sia in Europa sia in Germania, di tergiversare sulla crisi della zona euro e se non dovesse ottenere l'appoggio sull'Efsf, questo complicherebbe le sue speranze di portare la coalizione Csu-Fdp alle elezioni del 2013.
Oggi, intanto, gli ispettori della 'troika' Ue/Bce/tornano ad Atene per dare il loro giudizio sulle misure di austerity del governo Papandreou.