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Ora che Francesco Saverio Garofani ha confermato al Corriere quello che aveva detto,
di Belpietro si può semplicemente dire che ha fatto il suo lavoro di giornalista.

Qualunque sia il testimone della “chiacchierata in libertà”
che ha trasmesso le parole di Garofani al quotidiano di destra.

A quella cena, come ha rivelato al programma di RaiRadio1 “Un giorno da pecora
il vicedirettore de La Verità, Massimo De Manzoni,
erano seduti allo stesso tavolo “politici, funzionari di Stato e sportivi professionisti”.

Segretario del Consiglio supremo di Difesa​

Garofani è anche segretario del Consiglio supremo di Difesa,
primo non militare a sedersi al vertice dell'organo costituzionale
composto da capo dello Stato, ministri e capi di Stato maggiore.

Ecco: vedere che a un incarico così delicato, con una guerra ai confini dell'Europa,
sia arrivato un consigliere simpaticamente chiacchierone, questo sì, è altrettanto ridicolo.


Il ristorante delle confidenze, a Roma, è in via Santa Maria dell'Anima.


E la mia povera nonna, al consigliere Garofani, avrebbe detto così:
ma santa Maria dell'anima, proprio a una cena di romanisti ti dovevi confessare?
 
E' arrivato l'inverno ....

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Qualcosa di buono c'è ancora.....

Le opere iconiche che portano la firma dell'azienda lecchese contraddistinguono oggi lo skyline di Milano:
  • Bosco Verticale
  • Torre Unicredit a Porta Nuova Garibaldi
  • Torre Allianz a City Life
  • Fondazione Prada
  • Gioia 22
  • The Medelan
  • Casa Moncler
  • Headquarters Ermenegildo Zegna

Portano la firma dell'azienda lecchese il Muse di Trento, il Parco della Musica e il nuovo headquarters di Enel a Roma,
la sede Lavazza a Torino, la sede della Banca Sella e il Lanificio Sella a Biella.

"In 120 anni siamo cresciuti passando da azienda familiare specializzata in ponti, strade e gallerie con il bisnonno Guglielmo
a impresa edile che lavorava per conto terzi e per privati, fino a diventare general contractor impegnata in grandi opere".


Le ultime sfide in ordine di tempo sono rappresentate dal complesso edilizio Unione Zero a Sesto San Giovanni,
da tre hotel di lusso, dalla Torre A2A e da City Wave a Milano.
Quest'ultimo intervento è di fatto un grattacielo orizzontale, firmato dallo studio internazionale BIG - Bjarke Ingels Group.

"È una vera e propria realizzazione prototipale, mai tentata fino ad oggi:
una struttura costituita da due volumi di venti e dieci piani, connessi da un'unica copertura curva, definita canopy,
che fa da cielo a un portico di scala gigante, per una lunghezza totale di 140 metri.
Sarà il primo edificio in Italia a ottenere le più alte certificazioni di sostenibilità e connettività
WiredScore Platinum, WELL Platinum e LEED Platinum".
 
La notizia si sta "perdendo", ma non deve perdersi così "facilmente".
E' grave.


Un sussurro, carpito in un luogo pubblico, che diventa un boato istituzionale.

Non è la trama di un romanzo, ma la cronaca di un inciampo
che agita le stanze più alte del potere e mette in forte imbarazzo il Quirinale.

Il dramma, quello vero, risiede nel contenuto esplosivo di una conversazione,
attribuita al consigliere del presidente della Repubblica Francesco Saverio Garofani,
e soprattutto nella sua mancata smentita.


LE FRASI DELLA DISCORDIA: UN “PROVVIDENZIALE SCOSSONE”


Al centro della bufera ci sono parole che, se pronunciate da un cittadino qualunque al bar, si perderebbero nell’aria.

Ma Garofani non è un cittadino qualunque.

È il consigliere del capo dello Stato per gli Affari del Consiglio Supremo di Difesa,
un uomo che siede accanto al garante della Costituzione.

Secondo la ricostruzione del quotidiano La Verità, Garofani, in una conversazione,
avrebbe auspicato un “provvidenziale scossone”
per destabilizzare l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.


Si sarebbe spinto a ipotizzare soluzioni politiche alternative,
come la creazione di una grande lista civica nazionale per arginare l’ascesa della destra.

Queste non sono semplici opinioni.

Pronunciate da chi ha un ruolo di così alta consulenza istituzionale,
suonano come un’inquietante interferenza,
un desiderio di manovra politica che stride frontalmente
con la necessaria neutralità richiesta dal suo incarico.
 
UNA DIFESA CHE NON NEGA E AMPLIFICA L’IMBARAZZO


La reazione politica, in particolare del capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, è stata immediata, con una richiesta di chiarimenti.

La risposta del Quirinale è stata dura e veemente, definendo “ridicole” le accuse rivolte alla Presidenza.

Ma il Colle ha difeso l’istituzione, non le parole del singolo.

E qui si è creato il cortocircuito.


Lo stesso Garofani, infatti, rompendo il silenzio con il Corriere della Sera, non ha smentito il contenuto del dialogo.

Ha invece scelto la via della minimizzazione, definendo il tutto come “chiacchiere in libertà tra amici”.

Ha espresso amarezza, sentendosi “utilizzato per colpire il presidente”,
e ha rivelato di aver ricevuto la solidarietà di Mattarella, che lo avrebbe invitato a “stare sereno”.

Questa linea difensiva, tuttavia, è il cuore del problema.

Ammettere la conversazione, pur declassandola a “chiacchierata”,
conferma la sostanza dei fatti riportati dalla stampa.

Per un uomo delle istituzioni,
non esiste una reale separazione tra il “privato” conversare in un luogo pubblico
e il ruolo “pubblico” che ricopre.

La sua difesa, di fatto,
non nega l’esistenza delle frasi incriminate,
lasciando intatta la gravità del loro significato.
 
IL RUOLO DELLA STAMPA E LA RESPONSABILITÀ ISTITUZIONALE


È fondamentale ribadirlo: la stampa ha fatto il suo dovere.

Una notizia di tale portata,
che riguarda un consigliere del presidente
e la stabilità del Governo in carica, è di lampante interesse pubblico.

Il lavoro giornalistico è stato quello di verificare e riportare.

Puntare il dito contro il messaggero
è un vecchio e sterile espediente
per distogliere l’attenzione dalla gravità del messaggio.


La conversazione, peraltro, sarebbe stata ascoltata “di straforo” in un contesto conviviale,
non frutto di attività illecite.

Qui si racconta di un discorso di uno stretto collaboratore del Presidente
che ha dell’inquietante,
perché proietta l’ombra del dubbio e della macchinazione politica
su un’istituzione che dovrebbe esserne al di sopra.
 
LO SCENARIO FUTURO: UNA FERITA ALLA FIDUCIA


Cosa accade ora?

La tempesta politica immediata potrà anche placarsi, ma l’episodio lascia una cicatrice.

Alimenta la narrazione di un “potere altro”,
di apparati che remano contro la volontà popolare espressa nelle urne.


Indebolisce la fiducia nella neutralità di chi opera ai vertici dello Stato.

Il sussurro del consigliere Garofani è diventato una crepa nella facciata della serietà istituzionale.

Un imbarazzo tangibile che interroga profondamente la coscienza di chi è chiamato a servire lo Stato, con disciplina e onore.
 
E "qualcuno" ha il coraggio di criticare l'Italia.

Perché il governo belga ha definito il suo mercato del lavoro “rotto”?

Il mercato del lavoro è descritto come una “frattura” a causa della drammatica disparità
tra il tasso di disoccupazione dei cittadini nati in Belgio (4,5%)
e quello dei cittadini nati fuori dall’Unione Europea (14,5%).

Questa differenza di 10 punti percentuali indica una profonda difficoltà strutturale nell’integrare una parte significativa della popolazione.
 

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