Val
Torniamo alla LIRA
Solo un membro del PdF può pensare che questo elemento possa portare dei voti
.....meglio così. ahahahahahah
PER NON DIMENTICARE
Finalmente Cottarelli ha reso palese quello che era chiaro ai più:
il “Tecnico indipendente” è, in realtà, l’ennesimo uomo del PD sotto sembianze tecniche.
In questo lo ringraziamo per essersi palesato,
anzi essere stato definito “La punta di diamante del PD” dallo stesso Enrico Letta.
Per dare un’idea chiara di quello che ci attende
e del suo reale ruolo economico nelle vicende che coinvolsero la Grecia e la crisi del suo debito sovrano,
ripubblichiamo questo articolo del 2018 nel quale si analizzavano .
Almeno non potrete dire che non siete stati avvertiti…
Dato che sia Cottarelli sia Blanchard sono molto restii a rivelare il loro ruolo nella questione greca,
e dato che sembra vogliano ripetere lo stesso frame con l’Italia,
ci siamo permessi di andare a cercare qualche documento ufficiale sulla questione.
Nulla di segreto, tutta roba ufficiale messa a disposizione del pubblico e già conosciuta.
Il documento più interessante sulla questione greca
è il report del Indipendent Evaluation Office del FMI;
cioè l’ufficio che effettua l’auditing sulle operazioni del FMI.
Abbiamo già specificamente trattato questo tema in precedenza,
ma ci torneremo sopra in futuro perché il tema dei moltiplicatori fiscali
viene lì trattato in modo approfondito e specifico,
facendo notare come i moltiplicatori utilizzati dal FMI nella valutazione della politica fiscale fossero completamente errati,
pari ad un quinto di quanto verificato in seguito.
Comunque vediamo quale è stato il cottarellico ruolo nella vicenda.
Lo trovate a pagina 23 del report:
Third, the IMF remained divided on the merits and risks associated with debt restructuring.
While the majority of IMF staff increasingly came to support debt restructuring,
some key senior officials continued to take the position that the sovereign debt was sustainable.
In September 2010, FAD published a paper arguing that, for “today’s advanced economies,”
including “peripheral” euro area countries, “default would not be in the interest of the citizens” (Cottarelli and others, 2010).
Terzo, il FMI rimase diviso sulle conseguenze e i rischi legati ad una ristrutturazione del debito.
Mentre la maggioranza dello staff del FMI era in modo crescente a supporto della ristrutturazione del debito,
alcuni funzionari senior in posizioni chiave continuavano ad affermare che il debito fosse sostenibile.
Nel settembre 2010 il FAD pubblicò un paper affermando che,
per “le economie avanzate di oggi”, incluse quelle “Periferiche” dell’area euro
“Il default non è nell’interesse dei cittadini (Cottarelli ed altri 2010)”
Il Paper in questione lo trovate facilmente nel sito FMI, ma non aspettatevi molto.
Le motivazioni sono deboli, alcune delle quali contestate nel medesimo report del IEO,
come , ad esempio la sua fobia per i moltiplicatori elevati, o la sopportabilità di avanzi primari enormi.
Si dovettero effettuare due tagli del debito, e nel 2017 il FMI richiese un terzo taglio del debito, che non venne concesso.
Invece che risolvere il tutto in 12-24 mesi si è proseguito con una specie di lenta agonia che non è ancora terminata.
.....meglio così. ahahahahahah
PER NON DIMENTICARE
Finalmente Cottarelli ha reso palese quello che era chiaro ai più:
il “Tecnico indipendente” è, in realtà, l’ennesimo uomo del PD sotto sembianze tecniche.
In questo lo ringraziamo per essersi palesato,
anzi essere stato definito “La punta di diamante del PD” dallo stesso Enrico Letta.
Per dare un’idea chiara di quello che ci attende
e del suo reale ruolo economico nelle vicende che coinvolsero la Grecia e la crisi del suo debito sovrano,
ripubblichiamo questo articolo del 2018 nel quale si analizzavano .
Almeno non potrete dire che non siete stati avvertiti…
Dato che sia Cottarelli sia Blanchard sono molto restii a rivelare il loro ruolo nella questione greca,
e dato che sembra vogliano ripetere lo stesso frame con l’Italia,
ci siamo permessi di andare a cercare qualche documento ufficiale sulla questione.
Nulla di segreto, tutta roba ufficiale messa a disposizione del pubblico e già conosciuta.
Il documento più interessante sulla questione greca
è il report del Indipendent Evaluation Office del FMI;
cioè l’ufficio che effettua l’auditing sulle operazioni del FMI.
Abbiamo già specificamente trattato questo tema in precedenza,
ma ci torneremo sopra in futuro perché il tema dei moltiplicatori fiscali
viene lì trattato in modo approfondito e specifico,
facendo notare come i moltiplicatori utilizzati dal FMI nella valutazione della politica fiscale fossero completamente errati,
pari ad un quinto di quanto verificato in seguito.
Comunque vediamo quale è stato il cottarellico ruolo nella vicenda.
Lo trovate a pagina 23 del report:
Third, the IMF remained divided on the merits and risks associated with debt restructuring.
While the majority of IMF staff increasingly came to support debt restructuring,
some key senior officials continued to take the position that the sovereign debt was sustainable.
In September 2010, FAD published a paper arguing that, for “today’s advanced economies,”
including “peripheral” euro area countries, “default would not be in the interest of the citizens” (Cottarelli and others, 2010).
Terzo, il FMI rimase diviso sulle conseguenze e i rischi legati ad una ristrutturazione del debito.
Mentre la maggioranza dello staff del FMI era in modo crescente a supporto della ristrutturazione del debito,
alcuni funzionari senior in posizioni chiave continuavano ad affermare che il debito fosse sostenibile.
Nel settembre 2010 il FAD pubblicò un paper affermando che,
per “le economie avanzate di oggi”, incluse quelle “Periferiche” dell’area euro
“Il default non è nell’interesse dei cittadini (Cottarelli ed altri 2010)”
Il Paper in questione lo trovate facilmente nel sito FMI, ma non aspettatevi molto.
Le motivazioni sono deboli, alcune delle quali contestate nel medesimo report del IEO,
come , ad esempio la sua fobia per i moltiplicatori elevati, o la sopportabilità di avanzi primari enormi.
Si dovettero effettuare due tagli del debito, e nel 2017 il FMI richiese un terzo taglio del debito, che non venne concesso.
Invece che risolvere il tutto in 12-24 mesi si è proseguito con una specie di lenta agonia che non è ancora terminata.
