Mario Monti - Wikipedia
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Commissario Europeo
Nel 1994 Monti viene designato per la nomina a commissario europeo dal governo Berlusconi I[15], assieme alla radicale Emma Bonino. Jacques Santer, presidente della commissione, gli assegna le deleghe a Mercato Interno, Servizi Finanziari e Integrazione Finanziaria, Fiscalità ed Unione Doganale.
Nel 1999 la Commissione Santer si dimette in blocco, a causa di uno scandalo legato a cattive pratiche di gestione e amministrazione da parte di alcuni commissari ma non coinvolge Mario Monti[16].
Nel 1999 Monti viene confermato commissario europeo dal governo D'Alema I, che indica Romano Prodi come secondo rappresentante per la Commissione UE, di cui lo stesso Prodi diviene presidente, e riceve la delega alla Concorrenza. Sotto la sua guida la Commissione Europea approfondisce il ruolo di controllo della concorrenza, inaugurando il procedimento contro la Microsoft (tuttora in corso) e bloccando nel 2001 la proposta di fusione tra General Electric e Honeywell, considerata contraria alle normative antitrust.
Nel 2010, su incarico del presidente della Commissione europea Barroso, ha redatto un libro bianco (Rapporto sul futuro del mercato unico) contenente misure considerate necessarie per il completamento del mercato unico europeo[17].
Attività scientifica
Uno dei risultati più importanti della sua attività di ricerca in campo economico è il modello di Klein-Monti che descrive il comportamento di una banca in regime di monopolio, risultato degli studi paralleli di Monti e del premio Nobel Lawrence Klein. Tale modello essendo basato su equazioni differenziali lineari non descrive le bolle speculative ma esso è stato ampliato e studiato dagli anni 70 fino ad oggi.
Collaborazioni con organismi internazionali
È stato, tra il 2005[18] e il 2008[19], il primo presidente del Bruegel[20], un comitato di analisi delle politiche economiche (think-tank), nato a Bruxelles nel 2005.
Nel 2010 è inoltre divenuto presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista f
ondato nel 1973 da David Rockefeller[21]
e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg[22]. Da questi incarichi si è dimesso il 24 novembre 2011, a seguito della nomina a presidente del Consiglio[13].
Tra il 2005 e il 2011 è stato
international advisor per Goldman Sachs e precisamente
membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute[23][24], presieduto dalla economista statunitense
Abby Joseph Cohen.
Tra gli organismi internazionali di cui fa parte, Monti è membro del comitato esecutivo dell'Aspen Institute Italia, un’organizzazione internazionale non profit, fondata nel 1950.[25]
È stato inoltre advisor della Coca Cola Company[24],
membro del "Senior European Advisory Council" di Moody's[26] e
d è uno dei presidenti del "Business and Economics Advisors Group" dell'Atlantic Council[27].
È editorialista de Il Corriere della Sera e autore di numerose pubblicazioni.