Tempo a Milano - Cap. 1

Stato
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Francia superata dal Regno Unito, non è più la quinta economia mondiale

"La Francia, è un grande Paese , è la quinta potenza economica mondiale", ha dichiarato il presidente francese François Hollande una settimana fa nel tradizionale discorso di fine anno.
Secondo "Le Figaro" questa affermazione non sarebbe più esatta. Il quotidiano scrive oggi che il Regno Unito ha superato nel 2014 la Francia diventando la quinta economia più grande del mondo dopo gli USA, la Cina, il Giappone e la Germania. Il PIL di Parigi avrebbe ammontato lo scorso anno a €2.134 miliardi contro i €2.232 miliardi di Londra.
I motivi del sorpasso sono da ricercare, innanzitutto, nei differenti tassi di crescita. Mentre l'economia francese dovrebbe essere cresciuta nel 2014 di solo lo 0,4%, quella britannica dovrebbe aver registrato un balzo di circa il 3%. In questo modo il Regno Unito ha guadagnato €60 miliardi di PIL in più contro i €20 appena guadagnati dalla Francia.
A sostenere l'economia britannica è stata anche la forza della sterlina, a fronte di un euro debole (+5,4%, pari a €126 miliardi di PIL).
Infine l'inflazione. In Francia i prezzi al consumo sono aumentati lo scorso anno di solo lo 0,4% contro il +1,5% del Regno Unito. L'economia britannica ha generato in questo modo circa €40 miliardi addizionali di PIL.


Redazione Borsainside
 
USA: Il deficit commerciale scende ai minimi da 11 mesi

Il Dipartimento del Commercio ha comunicato oggi che il deficit della bilancia commerciale degli USA è calato a novembre del 7,7% a $39 miliardi. Si tratta del più basso livello da 11 mesi. Gli economisti avevano atteso un calo a -$41,8 miliardi.
Il dato di ottobre è stato rivisto da -$43,4 miliardi a -$42,2 miliardi.
Le importazioni degli USA sono calate a novembre del 2,2% a $235,4 miliardi. Il calo è stato causato soprattutto dalla caduta del prezzo del petrolio e dal minore import di greggio. Le esportazioni sono scese a novembre dell'1,8% a $196,4 miliardi.


Redazione Borsainside
 
Wall Street rimbalza in apertura, Dow Jones +0,8%

I principali indici statunitensi hanno aperto oggi in rialzo. Il Dow Jones guadagna al momento lo 0,8% e il Nasdaq Composite lo 0,7%.Dal fronte macroeconomico sono arrivate delle notizie decisamente positive. Il settore privato statunitense ha creato lo scorso mese più posti di lavoro di quanto atteso dagli economisti. Il deficit commerciale degli USA è sceso inoltre a novembre ai minimi da 11 mesi.
A sostenere Wall Street è anche l'aspettativa che dalle minute del FOMC, il comitato esecutivo della Fed, arriveranno più tardi "toni da colomba" in materia dei tassi d'interesse.


Estratto da Borsainside
 
Petrolio: Le scorte USA calano a sorpresa di 3,1 milioni di barili

L'EIA (Energy Information Administration) ha comunicato oggi che le scorte di petrolio (Crude Inventories) sono calate la scorsa settimana negli USA di 3,1 milioni di barili. Gli analisti avevano previsto un aumento di 0,5 milioni di barili.
Le scorte di benzina sono aumentate di 8,12 milioni di barili. Gli esperti avevano atteso un aumento di 3 milioni di barili.
L'EIA ha inoltre comunicato che la scorsa settimana le scorte di distillati sono aumentate di 11,2 milioni di barili (stime: +2,5 milioni di barili).
Il prezzo del petrolio sale attualmente al NYSE dell'1,8%.


Redazione Borsainside
 
Piazza Affari si indebolisce nel finale e chiude in leggera flessione

La Borsa di Milano ha chiuso oggi in leggera flessione. Il FTSE MIB ha perso lo 0,1% a 18.123,45 punti.Dopo essere stata a lungo sostenuta dai dati sull'inflazione nell'Eurozona.Piazza Affari si è indebolita nel finale di seduta.
I prezzi al consumo sono calati a dicembre nell'area della moneta unica dello 0,2%. Si è trattato del primo calo dall'ottobre del 2009. La notizia ha rafforzato l'aspettativa degli investitori che la BCE inizierà presto ad acquistare titoli di Stato.
Tuttavia tra gli investitori continua ad esserci un'elevata incertezza a causa della situazione della Grecia e del declino del prezzo del petrolio. Anche oggi il mercato ha registrato perciò bruschi ed improvvisi movimenti.


Estratto da Borsainside
 
Fed: La bassa inflazione non ostacolerà rialzo dei tassi

I membri della Federal Reserve non credono che l'attuale basso livello d'inflazione sarà un ostacolo al rialzo dei tassi d'interesse. È quanto emerge dalle minute dell'ultima riunione del FOMC (Federal Open Market Committee), il comitato esecutivo della Banca Centrale degli Stati Uniti.Alla luce del fatto che i bassi prezzi dell'energia e il rafforzamento del dollaro manterranno probabilmente il tasso di inflazione sotto il target del 2% ancora per qualche tempo, "si è costatato che il FOMC potrebbe iniziare il processo di normalizzazione in un momento in cui l'inflazione core si trova nei pressi degli attuali livelli".
I membri del FOMC restano infatti "ragionevolmente fiduciosi che col tempo l'inflazione tornerà a dirigersi verso il 2%".
Dalle minute emerge anche che la Fed è ottimista sulle prospettive dell'economia statunitense. Diversi esponenti del FOMC hanno osservato che la crescita potrebbe superare le attese.


Redazione Borsainside


Oh oh ... pessime notizie per gli LMA !!!
 
Ultima modifica:
T-Bond: continuano le vendite, prima volta in otto sedute




(Il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 07 gen - Gli investitori continuano in generale a sbarazzarsi dei Treasury, che sono in calo per la prima volta in otto sedute. Anche i trader di bond aspettano i verbali della riunione dello scorso dicembre della Federal Reserve, che verranno diffusi alle 20 italiane. Il decennale vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in aumento all'1,9729% dall'1,964% di ieri, quando il rendimento aveva finito la seduta sotto il 2% per la prima volta dal maggio 2013. Il titolo a tre mesi e' fermo allo 0,0304%
Questo l'andamento delle altre scadenze: Titoli a 2 anni, rendimento in calo allo 0,621% Titoli a 5 anni, rendimento in ribasso all'1,4861% Titoli a 30 anni, rendimento in rialzo al 2,536%

A24-Spa
(RADIOCOR) 07-01-15
 
Fed: minute, rialzo tassi improbabile prima di aprile, focus sull'estero


(Il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 07 gen - La Federal Reserve crede che un'inflazione bassa non sia un ostacolo per alzare i tassi di interesse ma una stretta monetaria prima di aprile e' improbabile. E' quanto emerge dai verbali del Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, relativi alla riunione del 16-17 dicembre scorsi. In quell'occasione la banca centrale americana si era detta per la prima volta "paziente" nel rialzo dei tassi di interesse, fermi dal dicembre 2008 allo 0-0,25%. Inoltre, la Fed aveva mantenuto l'espressione "considerevole lasso di tempo" pur usandola in un contesto differente per riferirsi al tempo che puo' trascorrere tra la fine del piano di acquisto di Treasury e bond ipotecari (deciso a ottobre) e la prima stretta monetaria (stimata dal mercato intorno a meta' 2015). Nel documento appena diffuso, la Fed ribadisce che l'inflazione tornera' a salire verso il target del 2%. La recente contrazione e' il riflesso dei prezzi dell'energia e del rafforzamento del dollaro. Inoltre, l'istituto centrale ripete che il calo dei prezzi dell'energia, e del petrolio in particolare, potrebbero spingere al rialzo le spese da parte dei consumatori. L'Fomc aggiunge anche che il deterioramento dell'economia all'estero potrebbe frenare la crescita degli Usa. Infine, e' visto come sempre piu' probabile l'intervento aggiuntivo da parte di banche centrali estere.


A24-Spa
(RADIOCOR) 07-01-15
 
Grecia: Berlino al suo fianco per aiutarla a stabilizzarsi in Eurolandia


Anche ministero Finanze respinge voci uscita Atene da euro (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Berlino, 07 gen - Il Governo tedesco "e' fermamente intenzionato ad aiutare la Grecia verso la stabilizzazione in Eurolandia. Niente e' cambiato" rispetto a questa posizione. Cosi' il portavoce di Berlino, Steffen Seibert, che ha cosi' respinto le nuove indiscrezioni della stampa tedesca sul fatto che il Governo tedesco "si prepari concretamente" a una possibile uscita di Atene dall'Eurozona se le elezioni del 25 gennaio saranno vinte da Syriza. "Come Governo tedesco continueremo a non occuparci di indiscrezioni, tanto meno su un possibile abbandono dell'euro da parte di Stati membri", ha aggiunto Seibert, che ha rilevato "non so niente di queste elucubrazioni. Una cosa e' certa: la cancelleria non se ne sta occupando". Anche il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, Martin Jaeger, ha indicato che il suo dipartimento non si sta occupando della questione.


red-pal-
(RADIOCOR) 07-01-15

Era un lurido bluff quello della Kulona !!!
 
Eurozona: Euler Hermes, deflazione favorira' fenomeno del 'reshoring'


(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 07 gen - La deflazione in atto nell'Eurozona, rispetto al 2008, 'e' amplificata dalla debolezza della domanda, ma potrebbe rivelarsi anche una formidabile spinta, assieme all'auspicato 'Qe' della Bce e a un euro piu' competitivo, che puo' scendere piu' in basso, per la nostra economia e per quella europea'. Lo sostiene Andrea Pignagnoli, analista economico di Euler Hermes, interpellato da 'Il Sole 24 Ore Radiocor' in merito alla caduta in deflazione dell'Eurozona. Questa situazione, dice, comporta 'meno costi e piu' redditivita' per le aziende, soprattutto per quelle votate all'export, anche se nel corso nel 2015 il petrolio tornera' sugli 80 dollari'. Ma c'e' anche, secondo Pignagnoli, il fenomeno del 'reshoring'. 'Il riaggiustamento dei prezzi delle diverse economie dovrebbe - sostiene - contribuire a favorire il rientro in patria delle imprese dai Paesi a basso costo'.


Man-
(RADIOCOR) 07-01-15
 
Stato
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