Titoli di Stato paesi-emergenti VENEZUELA e Petroleos de Venezuela - Cap. 1

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Ministro Del Pino advierte de posible recaída del precio del crudo
Por EFE






El ministro de Petróleo y Minería, Eulogio del Pino, advirtió en Viena del riesgo de que el precio del crudo vuelva a desplomarse el próximo invierno boreal debido al aspecto circunstancial del actual repunte.

“La producción se ha mantenido en los últimos tres meses y de facto tenemos una situación de congelación (de la producción)”, dijo Del Pino a los periodistas a su llegada a Viena, donde mañana participará en la 169 conferencia ministerial de la Organización de Países Exportadores de Petróleo (OPEP).

El jefe de la delegación venezolana aludió así al repunte del precio del barril de petróleo, que la semana pasada alcanzó los 50 dólares, casi el doble que a finales de enero, cuando se había desplomado a mínimos en más de doce años.

El mandatario latinoamericano rechazó que el repunte suponga un éxito en la controvertida estrategia saudí de aguantar precios bajos, e incluso provocarlos con una mayor producción, con el fin de quitar rentabilidad y eliminar así la oferta rival más cara.

Desde noviembre de 2014, Riad ha impuesto en el seno de la OPEP esa política, contraria a la postura de Venezuela y otros socios como Irán y Argelia, que pedían reducir el bombeo conjunto para apuntalar el valor del crudo.

Del Pino aludió a la reunión que celebraron los principales exportadores de petróleo en Doha el pasado abril, al recordar que en ella 18 países estuvieron “muy cerca” de acordar una congelación del nivel de la oferta mundial del crudo.

A pesar de que ese intento fracasó finalmente, en el mercado se produjeron una serie de “circunstancias” que se tradujeron en que “más de 3 millones de barriles diarios (mbd, de crudo) están fuera del mercado”, según dijo el ministro venezolano hoy.

Del Pino se refirió a los cortes de producción causados por los incendios en Canadá, huelgas en Kuwait o sabotajes en Nigeria.

“¿Qué va a pasar cuándo esas circunstancias salgan del mercado?”, se preguntó.

Si bien se esperan “al menos 2 mbd más de demanda en el próximo trimestre”, algo que contribuiría a mantener o incluso fortalecer las cotizaciones, la situación que preocupa a Venezuela se daría en el último trimestre.

“Nosotros estamos realmente preocupados de si seremos capaces de recuperar el precio para el próximo invierno”, advirtió Del Pino.

El ministro declinó especificar lo que espera de la reunión de mañana, limitándose a destacar la necesidad actual de intercambiar información.

“Veremos. La razón de que todos los ministros (de los trece países miembros de la OPEP) estén aquí es porque necesitamos hablar, intercambiar información”, dijo.

Además, abogó por “reivindicar el rol de la OPEP” en la defensa de los “petroprecios”.

“Queremos mantener la defensa de un precio justo para nuestro producto”, insistió sin especificar cuál sería actualmente esa cotización “justa”.

Debido a un fuerte excedente de la oferta mundial de crudo, los precios del barril se desplomaron desde los más de 100 dólares de mediados de 2014 hasta menos de 30 dólares en enero pasado.
 
Spesi per il cambio e finiti per pagare la deuda externa (molto onerosa, contratta in modo poco trasparente ... non lo dico io, ma la maggioranza del Parlamento venezolano).
Contratta secondi prospetti che abbiamo. il poco trasparente detto dal MUD in AN, si riferisce agli scambi tra i fonden dentro pdvsa ed anche in parte da chino (che però è passato in parlamento negli anni passati e pubblicato in GU).
La deuta externa è stata una % bassa e la questione è stata ampiamente dettagliata, come ben sai, dal caro Elogio.
In questa vasca è inutile tappare il buco deuta ex., quando è il resto delle falle che non hanno limite. imho
SPesi per il cambio. la % interna resta la stessa, non diamo colpe alla deuta più di quelle che ha. imho
 
L'Ecuador mi pare abbia ristrutturato, ma comunque paragonarlo al Venezuela mi sembra una barzelletta.

Default vs ristrutturazione... vogliamo davvero fare discorsi di lana caprina?
Personalmente ritengo che la cura Correa ha fatto bene al popolo e molto meno ai bondholder. Quindi ora come ora la barzelletta tra Ecuador e Venezuela non ho dubbi su chi sia :-o
 
Contratta secondi prospetti che abbiamo. il poco trasparente detto dal MUD in AN, si riferisce agli scambi tra i fonden dentro pdvsa ed anche in parte da chino (che però è passato in parlamento negli anni passati e pubblicato in GU).
La deuta externa è stata una % bassa e la questione è stata ampiamente dettagliata, come ben sai, dal caro Elogio.
In questa vasca è inutile tappare il buco deuta ex., quando è il resto delle falle che non hanno limite. imho
SPesi per il cambio. la % interna resta la stessa, non diamo colpe alla deuta più di quelle che ha. imho

E' evidente a tutti (o quasi) che il "sistema" non regge.

Ma se devo fare i conti su quali risorse appoggiarmi, per far ripartire il ciclo interno ... ho presente un solo capitolo... visto che i mercati internazionali del debito mi sono chiusi.

Hai qualche altra proposta? ... Che non sia aumentare il debito con la Cina, i russi hanno gia detto niet.
 
Un'altra cosa che mi ero dimenticato per "Ficodindia" ... parlare di debito irrisorio rispetto al PIL del Venezuela è molto fuorviante per i bondholder.
Non devi considerare la sola deuda externa, ma i debiti contratti con la Cina, quelli commerciali, ecc.

La stima è intorno ai 160 MLD ... ovviamente di $...
 
La Russia.

no assolutamente la russia (avevo bond dal lontano 1998 ) ha fatto default sul debito interno in rubli NON sul debito estero in $ (o in altre valute forti ) che è stato sempre puntualmente pagato

Il debito/PIL greco è intorno al 175%.

Aggiungo Ecuador
L ecuador nel 2008 non ha riconosciuto una parte del debito estero in $ (mi ricordo bene perchè detenevo una di quelle obbligazioni in $ al 12%) perchè quel comunista di suo presidente considerava immorale continuare a pagare il debito contratto precedentemente :down::down::down::-o

[QUOTE="ficodindia, post: 1044915609, member: 18651"]Non è vero, se l'economia greca non decolla il debito raggiungerà anche il 300%.
Riguardo il default Russo, anche qui bisogna dire, che il default è stato dichiarato rispetto al debito contratto da un altro stato, ossia l'URSS.[/QUOTE]

Concordo:-o

tommy271 Se invece riparte raggiungerà il 100%.[/QUOTE]
si come no:bla::bla::bla:
 
Ultima modifica:
L ecuador nel 2008 non ha riconosciuto una parte del debito estero in $ (mi ricordo bene perchè detenevo una di quelle obbligazioni in $ al 12%) perchè quel comunista di suo presidente considerava immorale continuare a pagare il debito contratto precedentemente :down::down::down:

E non trovi che sarebbe perfetta come "scusa" per qualsiasi altro al posto di Maduro? :cool:
 
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