Titoli di Stato area Euro GRECIA Operativo titoli di stato - Cap. 3

Ev. Venizelos: aperta la possibilità di una cooperazione con SYRIZA





PASOK potrebbe sostenere un governo di SYRIZA in un'ampia alleanza pro-europea per espellere la Grecia, del programma di sostegno dell'economia, Evangelos Venizelos ha detto in un'intervista con l'agenzia di stampa Reuters.

Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri ha detto che PASOK cerca di generare il più ampio consenso possibile, dopo le elezioni di domenica.

Per governare "SYRIZA stesso o ad una alleanza solo con SYRIZA non è sufficiente", ha detto il 58enne politico greco. "Vogliamo essere parte di una cooperazione nazionale, non necessariamente un partner di coalizione, ma se il nostro paese ha bisogno, siamo disposti ad aiutare", ha detto Venizelos.

La possibile alleanza con SYRIZA o altri soggetti dipenderà dal fatto che si impegnano a completare i negoziati in corso sul programma di sostegno con la troika dei creditori internazionali (Commissione europea, Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale) e la transizione verso un programma oltre il memorandum ed evitare mosse che potrebbero aumentare i rischi.

Una condizione è che chi partner governativi dovrebbero "capire tutto ciò che di punta, proposte amatoriali sono pericolose, aumentando i rischi per il Paese" e c'è "il rischio di uno shock o di delusione" che potrebbe causare la frustrazione delle aspettative creare le "facili promesse" SYRIZA aggiunto Ev. Venizelos.

L'Ev. Venizelos, che è stato ministro delle finanze al culmine della crisi del debito e dei giorni è diventata la ristrutturazione del debito nel 2012, ha definito "improbabile" la possibilità che la Grecia lasci la zona euro, ma ha avvertito che la campagna colpisce il budget.

"Nessuno lo vuole, ma la cosa importante è di evitare qualsiasi incidente", ha osservato il presidente del PASOK, riferendosi alla possibile uscita della Grecia dalla zona euro.

Anche Papandreou ha detto in un'intervista a Reuters che affrontare "i leader europei, chiedo loro di rispettare la dignità e la sovranità del popolo greco. Il popolo greco è colui che deve scegliere il suo futuro e il suo governo ".

"L'Europa e il sistema internazionale deve affrontare con il governo greco legittimo", ha aggiunto Eu. Venizelos.

Fonte: ANA-MPA

 
da domani a domenica sera finalmente

molte chiacchiere staranno a zero!

Vedremo finalmente i fatti, e vedremo chi in qualche modo sarà sbugiardato.

Speriamo di cominciare bene... già da domani intanto!
 
Scocca ora QE, Draghi mette sul tavolo fino a 1.100 mld

Mario Draghi, che metterà ai voti del consiglio Bce il suo 'quantitative easing' dopo mesi di tessitura diplomatica, punta a sbaragliare i mercati. Il presidente della Bce avrebbe fatto arrivare ai consiglieri della Banca centrale europea un piano di acquisti di bond con un potenziale da 1.100 miliardi di euro, praticamente il doppio delle attese degli analisti, attraverso acquisti mensili da 50 miliardi fino a tutto il 2016 che però la Bce, venendo incontro ai dubbi tedeschi, potrebbe interrompere se raggiungesse i suoi obiettivi.
Sarebbe questa la proposta che, secondo due fonti citate da Bloomberg, i governatori della Bce discuteranno stasera, alla cena di vigilia del consiglio di domani, dove è previsto il voto sul QE. Un modo per affrontare a testa bassa il gap di bilancio della Bce, circa 2.000 miliardi di euro che Draghi vuol riportare a quota 3.000 per risollevare l'inflazione scesa sotto zero, di fatto entrando di forza nella 'guerra delle valute'.
Gli acquisti durerebbero un minimo di 12 mesi, equivalenti a uno stimolo monetario di almeno 600 miliardi di euro, e sarebbero incentrati sui titoli di Stato.

Si tratta di una cifra superiore ai 500 miliardi circolati nei giorni scorsi, che ha scosso i mercati facendo scivolare l'euro sotto 1,16 dollari, vicino ai minimi di 11 anni, spingendo le borse europee (Milano e Londra +1,6%, Francoforte e Parigi sotto il punto percentuale) e facendo crollare lo spread Btp-Bund sui minimi dal 2010 a 116 punti base. Tuttavia resta ancora una proposta, sulla quale pesa la contropartita per impedire un muro contro muro con la Germania: si tratterebbe di accollare sui bilanci delle banche centrali nazionali, anziché dell'intera Bce, almeno una parte del rischio dei titoli comprati.
Un'ipotesi che ha suscitato critiche vibranti, dato il segnale di scarsa fiducia reciproca che ne scaturirebbe. Si cerca il compromesso su quanta parte non condividere, e la cifra imponente viene incontro ai Paesi 'debitori', capeggiati dall'Italia di Matteo Renzi che da Davos, in Svizzera, chiede allo stimolo monetario della Bce "un messaggio in una nuova direzione" per la crescita, mentre ribadisce la propria prudenza di Angela Merkel. La cancelliera tedesca è alle prese con una parte di opinione pubblica interna decisamente ostile a quello che l'ex consigliere esecutivo tedesco Juergen Stark oggi descrive come un aiuto nascosto ai paesi troppo indebitati con la scusa della deflazione. La Merkel, che ha visto Draghi la scorsa settimana e da domani è in un vertice bilaterale con Renzi a Firenze, ha dato nei giorni scorsi un prudente via libera, con il 'caveat' che l'aiuto della Bce non sia usato dagli Stati per allentare gli sforzi di riforma. Tutto si giocherà nelle prossime ore fra i 21 membri votanti, su 25 totali, del consiglio Bce. E' quasi scontato il voto contrario del consigliere tedesco Jens Weidmann, che alla 'conta' domani dovrebbe poter contare almeno su altri due oppositori al QE: la tedesca del comitato esecutivo Sabine Lautenschlaeger, e Klaas Knot della Banca d'Olanda. In forse il lussemburghese Yves Mersch, sempre del comitato esecutivo, mentre fra gli scettici, in bilico, vi sarebbero i governatori di Lettonia, Lituania, Lussemburgo e Slovacchia. E' su questi che Draghi sta esercitando il massimo della sua capacità persuasiva, allo scopo di minimizzare i voti contrari e portare agli occhi dei mercati un consiglio della Bce che, pur se non unanime, non ne uscirebbe comunque spaccato in due. Il compromesso sulla condivisione dei rischi servirebbe proprio per questo, e per non alienare la Germania. A ben vedere, si tratterebbe di un 'film' politico già visto con il piano anti-contagio 'Omt' lanciato da Draghi nel 2012: assenso della Merkel, contrarietà della Bundesbank, ma senza muro contro muro.
La cancelliera sa bene che una nuova fase recessiva rischierebbe di trascinare la Germania, oltre a infiammare l'onda anti-euro.
Così come la sponda Sud dell'Eurozona è consapevole che la Bce compra solo tempo, e che gli sforzi di riforma, indispensabili, sono appena agli inizi.
 
Grecia a rischio declassamento se non viene inclusa nel QE

Negativo di credito per la Grecia l'eventuale esclusione dalla BCE QE - Cosa dicono le agenzie di rating
"E 'molto probabile declassamento della Grecia se esclusi dal QE della BCE", afferma Fergus McCormick, l'azienda canadese valutazione DBRS
Sviluppo negativo per la valutazione della Grecia sarà la possibile esclusione dei titoli greci da parte del governo del programma di acquisto di obbligazioni (QE) della BCE, ha avvertito le grandi agenzie di rating.
Come rivelato in una nuova pubblicazione dal Reuters, l'esclusione dei titoli greci da parte della BCE QE sarà uno sviluppo negativo per la valutazione dell'economia greca.
Per le principali agenzie di rating, Standard and Poors, Moody, Fitch e DBRS - tutti hanno migliorato la valutazione della Grecia nel 2014 - ad eccezione della Grecia da parte della BCE QE peggiorerà la situazione dell'economia greca.
Alla domanda su cosa vorrà dire per l'eventuale esclusione della Grecia dal QE, o Moritz Kraemer di Standard and Poor di caratteristiche risposto:
"Non voglio andare nel processo di prevedere i piani della BCE.
Con il QE della BCE, i paesi della zona euro riusciranno a mantenere i piani di finanziamento bassi
.​
Se la Grecia è esclusa dal programma, non avrete questo vantaggio. "
"E 'molto probabile declassamento della Grecia se escluso dalla BCE QE", afferma, da parte sua, il Fergus McCormick, l'azienda canadese DBRS valutazione.
Ricordiamo qui che solo alcuni di 24 ore (il 16/1) da parte di Fitch ha abbassato l'outlook a negativo in Grecia, a causa del maggiore rischio politico.
"La decisione della BCE Qualsiasi escludere alcuni paesi dal QE di certo non sarà la migliore", commenta Marie Diron, vice presidente di Moody.
Si noti qui che la Grecia ha ricevuto i seguenti rating:
S&P: Β
S & P: B
Fitch: Β
Fitch: B
DBRS: Β
DBRS: B
Moody's: Caa1
Moody di: Caa1
 
Buongiorno a tutti.

Crisis in Greece ? The Numbers - WSJ


I numeri sono numeri e il passo successivo secondo me, si chiama sterminio, è questo che vogliono Troika & C...?

http://blogs.wsj.com/briefly/2015/01/20/crisis-in-greece-the-numbers/
Appunto!

Ci si dovrebbe chiarire meglio su cosa debba essere questa europa;
il succo della domanda è:
continueremo a volerci chiamare italiani, tedeschi, francesi ecc...
o, finalmente, europei?

Nel primo caso, nessun tipo di fratellanza: l' europa è solo l' euro; ed una serie di regole tra diversi!

Nel secondo caso, si dovrebbe avere da parte di chi è più forte, un atteggiamento di aiuto verso la parte di popolazione più debole mettendo dei paletti SOCIALI ai piani di rientro e di risanamento!

Quando la Germania Ovest si è riunita a quella dell' Est, in nome di essere tutti TEDESCHI, i primi hanno ingoiato un boccone veramente grosso!
Ma l' hanno fatto, accollandosi l' onere di portare condizioni sociali migliori ai tedeschi dell' Est.

Se non si guardano SOLO i numeri, ma oltre ai numeri si guarda anche il tessuto sociale, che non dovrebbe mai andare sotto certe soglie (disoccupazione, qualità della vita minima), allora la parte più ricca dovrebbe sostenere quella più in difficoltà, senza per questo chiudere tutti e due gli occhi sul fatto che questi paesi non debbano diventare viruosi (ma mi pare che la Grecia sia su questa faticosa strada!).

Ci fu un giorno che John Kennedy da Berlino urlò verso il Muro le parole: "Siamo tutti tedeschi!"
Ora bisognerebbe che la Merkel urlasse dalla sua cancelleria "Siamo tutti europei" ed agire in nome di ciò!
Secondo me di questo veramente si tratta; il Rubicone è: l' occasione per fare l' Europa c'è in questi momenti di crisi; che si vuol fare? Andare oltre e fare l' europa o restare una comunità di diversi dentro uno stesso recinto?
 
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