Greenspan: un giorno tassi dovranno aumentare -
- Mercato del lavoro in graduale miglioramento
- Pressioni inflative contenute, deflazione verso la fine
"A un certo punto i tassi d'interesse devono salire per impedire pressioni dal versante dei prezzi". Cosi' il presidente della Riserva Federale, Alan Greenspan, in una testimonianza al Congresso, aggiungendo che le pressioni inflative sono comunque contenute e quindi non preoccupano, anche se l'economia Usa sta rafforzandosi. Greenspan ha poi osservato che il trend deflativo "e' arrivato presumibilmente alla fine", mentre sono "positive le prospettive di una crescita economica solida in futuro"
Greenspan ha aggiunto che i forti aumenti di produttivita' hanno permesso alle imprese di aumentare le loro attivita' con meno manodopera, mentre i profitti sono molto elevati. Alla fine, ha aggiunto il numero uno della Fed, le pressioni legate alla competitivita' andranno a privilegiare i salari invece dei profitti, come accade adesso. I costi della manodopera "devono comunque ancora segnare una svolta decisiva". Nonostante la mancanza di preoccupazioni sulle tendenze deflative, Greenspan ha affermato che "la minaccia modesta, ma pericolosa, rappresentata dalla deflazione aveva spinto la Fed ad abbassare i tassi di interesse a livelli mai visti dalla fine degli anni Cinquanta. Sebbene i dati piu' recenti indichino che la preoccupante tendenza della deflazione sia presumibilmente arrivata al termine, una crescita della produttivita' ancora elevata e un considerevole margine di risorse sottoutilizzate hanno frenato un'accelerazione sostenuta del livello generale dei prezzi e dovrebbero continuare a farlo ancora per un po' di tempo". Greenspan ha anche osservato che l'economia americana cresce a un tasso elevato. Gli ultimi dati sull'occupazione indicano che le imprese hanno sempre piu' intenzione di assumere con il risultato che "il mercato del lavoro attualmente sembra migliorare gradualmente dopo un lungo periodo di debolezza".