Prostituzione: l’avevo scelto eppure stavo impazzendo - Il Ponte
Ancora un racconto sulla Germania che testimonia come la riapertura dei bordelli non abbia per niente giovato né alla lotta alla tratta, né alle donne.
Non capisco una cosa.
Se mi gira, mollo tutto e rilevo un'edicola, e poi scopro che non è il lavoro per me, in quanto svegliarmi alle 4 mi pesa, lo Stato dovrebbe aiutarmi a reinserirmi in un altro posto di lavoro?
Se mi gira, mollo tutto e decido di guadagnarmi la vita come blogger, e poi scopro che non è il lavoro per me, in quanto non sopporto i commenti negativi dei miei
haters, lo Stato dovrebbe aiutarmi a reinserirmi in un altro posto di lavoro?
Boh.
Se si ritiene che la prostituzione sia un lavoro, questo deve essere un lavoro uguale agli altri, mi pare.
...l'altra questione, quella del sesso senza preservativi praticato da donna incinta, non mi fa pensare con indignazione alla prostituzione, bensì alla imbecillità in generale: è come se una donna incinta accettasse di fare una rulèt russa a pagamento, mettendo a rischio sé stessa e l'umano/a trasportato/a.
Non si può descrivere come "stupro di gruppo", perché la fornitrice era consenziente e remunerata (sarebbe come parlare di "razzia di cibo" quando uno/a va al ristorante, mangia e paga il conto).
Ma in Germania, in un mondo di legalità mitteleuropea, di gente che rispetta le leggi e di prostituzione legalizzata, basterebbe che esistessero norme che vietano alle donne incinte di prostituirsi e il problema sarebbe risolto: i pervertiti (pardòn, i feticisti) amanti delle pance rotonde dovrebbero accontentarsi di donne un op' sovrappeso.