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Gli omicidi in Italia sono in calo.

Parliamo di un fenomeno in discesa anno dopo anno.

Questo dicono i dati. La propaganda la lasciamo ad altri

Non sono d'accordo. Nel periodo covid erano aumentati di molto, solo che sono stati catalogati sotto altra categoria...
 
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I sinistronzi fanno "finta" di non sapere.
Gli altri fanno finta di "dimenticare".

Oggi, 10 febbraio, è il Giorno del ricordo di uno degli episodi più drammatici​

della Seconda guerra mondiale: i massacri delle Foibe​

 
In occasione del Giorno del Ricordo 2026,
la Direzione generale Archivi del ministero della Cultura
promuove un programma di iniziative su tutto il territorio nazionale
dedicato alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo da Istria, Fiume e Dalmazia.

Gli Archivi di Stato si confermano luoghi di studio e confronto,
dove documenti e testimonianze contribuiscono alla conoscenza del confine orientale
e delle sue ricadute sulla storia nazionale, coinvolgendo cittadini, studenti e studiosi.

"Gli Archivi di Stato hanno come obiettivo primario consentire a chiunque di formarsi i propri convincimenti in modo sereno e documentato.
Nel Giorno del Ricordo, essi permettono a tutti coloro che ancora coltivano il valore della conoscenza storica e della storia
di ricostruire i drammi e le atrocità vissuti dagli italiani durante l’esodo forzato dalle terre giuliano-dalmate in uno spirito di verità,
concordia e rispetto del pluralismo delle idee", afferma il direttore generale Archivi, Antonio Tarasco.
 
Nel ricordo delle vittime delle foibe e delle decine di migliaia di esuli italiani costretti a lasciare l’Istria e la Dalmazia
durante e dopo la fine della Seconda guerra mondiale, Rai Cultura propone lo speciale

'L'odissea giuliano-dalmata. Dalle foibe all'esodo' in onda oggi alle 23.00 su Rai Storia.


Il capitolo più tragico ha inizio nel 1943, in pieno conflitto.

Dopo l’8 settembre, sulle tensioni già esistenti tra slavi e italiani, impatta la guerra con il suo carico di ferocia e brutalità,
che coinvolge anche migliaia di civili.
Nell’ottobre 1943, dalla profondità delle foibe istriane, emerge una prima terribile prova dei massacri:

dalla cavità di Vines, vengono estratti centinaia e centinaia di corpi, in grande maggioranza italiani, uccisi nel modo più orrendo.
Si parla di 10/11000 civili uccisi o gettati ancora vivi nelle fosse, da parte dei partigiani jugoslavi e dell'OZNA.


È la prima ondata di foibe in contesto di violente intimidazioni e persecuzioni.

Ne seguiranno altre, che spingeranno gli italiani a lasciare la terra e le case dove sono nati e vissuti.

Ma come si giunge a tutto questo?

Quali sono le tappe fondamentali di un’odissea che si concluderà solo alla metà degli anni 50?


A ripercorrerle, con l’aiuto di tre esperti della materia, e la consulenza dello storico Raoul Pupo,
sarà una giovane storica, direttamente dai luoghi più rappresentativi del dramma giuliano-dalmata:

da Trieste, snodo cruciale della vicenda,
alle foibe di Vines e Basovizza,
ai campi di accoglienza dove vengono sistemati, in condizioni spesso di estremo disagio, decine di migliaia di esuli.

L’epilogo del racconto si svolge a Trieste, che torna italiana nel 1954.
 

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