Vaccino

Un piccolo estratto per i 🍒 dell'atto del Senato.

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle vicende in questione;

se non ritenga che gli studi scientifici non siano, per loro natura, pubblici;

se non ritenga che sia indegno di un Paese civile far rientrare nel segreto militare i dati sulle reazioni avverse a dei vaccini e se non intenda abrogare quel segreto;

Tutto normale, vero
 
Anche l'ex viceministro della Salute Pierpaolo Sileri è stato audito in commissione d'inchiesta Covid.

Un'audizione in cui di fatto, Sileri si tira fuori quando si tratta di discutere dei temi più importanti legati alla "pandemia"
come il protocollo Tachiripina e vigile attesa.

"Ignora" chi decise quel protocollo piuttosto degli antinfiammatori.

Dopodiché, asserisce di essere stato perfino "minacciato" dall'ex capo di gabinetto di Speranza, Goffredo Zaccardi.
 
"In una fase tanto delicata l'unità d’intenti sarebbe essenziale,
invece sono emersi velenosi retroscena sulle minacce che Goffredo Zaccardi,
l’allora capo di gabinetto dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza,
destinò all’ex viceministro Pierpaolo Sileri
.

"Stai buono o tiro fuori i dossier che ho nel cassetto"

avrebbe scritto Zaccardi a Sileri
".
 
I CANCRI COREANI 🌺🌺🌺
Mentre spopola sui social lo studio francese sui vaccini, che noi consideriamo il giusto
per "par condicio" va citato sul medesimo argomento lo studio coreano pubbliato lo scorso settembre, ovviamente molto meno stamburato dai vaccinisti "senza se e senza ma" e molto più gradito a chi i vaccini covid li considera sterco del diavolo (non senza qualche ragione).
Personalmente, trovo quest'ultimo studio valido tanto quanto quello francese e come tutti i migliori studi epidemiologici. Perdonerete l'autocitazione: "Gli studi osservazionali sono per definizione sempre gravati da fattori distorsivi di vario genere. Quale che sia il risultato, che ci piaccia o meno. Dove non ce ne sono è perché gli autori li hanno nascosti per bene." In questo studio in particolare basti guardare il pannello B della figura 1: i non vaccinati finiscono per avere meo tumori non perché i vaccinati ne abbiano di più ma perché i non vaccinati se ne vedono diagnosticati di meno nei primi sei mesi, e poi i due grafici proseguono paralleli. Perché questo? E chi lo sa? Epidemiologia.
Il che non toglie che i vaccini covid abbiano la capacità di promuovere i tumori in molteplici maniere:
E tuttavia, prendiamo per un momento sul serio lo studio coreano, che ha considerato 8 milioni di persone. Il medesimo pannello B della figura 1 ci dice che alla fine dell'anno di osservazione la differenza tra vaccinati e non vaccinati era di meno di 10 casi di tumori per 10.000, praticamente meno di uno su 1.000. Che sarebbe ovviamente una strage, se si moltiplica per i miliardi di vaccinati, ma non è un livello tale da rendersene conto nella vita di tutti i giorni. Uno su mille.
Quindi, o sbaglia per difetto lo studio coreano oppure non tutti i casi di tumore di cui veniamo a conoscenza sono riconducibili ai vax covid, i quali sempre in base allo studio coreano sarebbero responsabili di un aumento del rischio di vari tumori di circa il 20-50% (rischio relativo) e in assoluto di un caso su 8-10, a spanne.
Di plausibile lo studio coreano ha il maggior rischio nelle donne, in accordo con il profilo estrogenico della spike, che rende probabili tumori estrogeno-dipendenti tipici del sesso femminile. Per il resto, qualsiasi studio in più sull'argomento, specie se ben fatto come quello francese o quello coreano, sono i benvenuti. Ma che non ci si aspetti lo studio "salvifico" in un senso o nell'altro. La ricerca procede per approssimazioni, ogni studio è un mattone che si aggiunge al muro, come verrà alla fine il muro è il risultato della somma dei mattoni, che hanno tuttavia assemblati con ragionevolezza e criterio. E a me pare che i mattoni disponibili sull'argomento siano più che sufficienti per considerare tra i fattori causali di determinati tumori i vaccini covid, più o meno come accade per il fumo di sigaretta, per dire. Che infatti nessuno si sogna di rendere obbligatorio.
 

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