Vaccino

Quando un bambino muore per una malattia infettiva, la notizia è ovunque: titoli drammatici, talk show, appelli alla prevenzione, esperti che spiegano che il rischio zero non esiste. Tutto legittimo.

Quando un bambino muore dopo una vaccinazione, invece, cala il silenzio.
Nessun dibattito. Nessuna analisi. Nessuna domanda.


Un tribunale federale statunitense ha riconosciuto che una bambina è morta per encefalite post-vaccinale. Non un sospetto, non un’opinione, ma una conclusione giuridica basata su evidenze neuropatologiche.

Ora fermiamoci un attimo e ragioniamo: se un evento biologico è abbastanza grave da portare alla morte, quante volte lo stesso evento produce esiti meno immediati, meno visibili, ma comunque devastanti?

Quante encefaliti non fatali vengono archiviate come “crisi isolate”?
Quante infiammazioni cerebrali diventano epilessia cronica, disturbi dello sviluppo, deficit cognitivi?
Quanti bambini sopravvivono, ma non tornano più quelli di prima?

La narrazione dominante accetta il concetto di rischio residuo solo quando riguarda le malattie infettive. Quando invece il rischio riguarda un intervento medico, la parola “rischio” diventa improvvisamente inaccettabile.

Questo non è equilibrio scientifico.
È un doppio standard.

La sicurezza non si costruisce cancellando gli eventi avversi, ma studiandoli; non si difende la fiducia con il silenzio, ma con la trasparenza; non si protegge la salute pubblica negando i danni, perché i danni negati non scompaiono, semplicemente si accumulano.
Se esistono morti riconosciute, allora esistono anche danni.
Molti più danni di quanti si voglia ammettere. Il culex lo dimostra.

Se questa è solo la punta dell’iceberg, allora ignorare ciò che sta sotto non è prudenza, È irresponsabilità. Leggi l'articolo completo: Morti che fanno notizia. Morti che vengono cancellate - AsSIS 🍎Condividi e Seguici 🍎 AsSIS salute e informazione
 
❇️ Atreju ha rotto il silenzio sui danneggiati da vaccino Covid. E adesso?

Nei giorni scorsi si è svolta, a Roma, Atreju 2025, la manifestazione annuale di Fratelli d’Italia.
All’interno del programma, venerdì 12 dicembre si è tenuto un panel dal titolo “Proteggere la salute, difendere i diritti: l’eredità della pandemia Covid”, che ha dato spazio pubblico e legittimazione ai danneggiati da vaccino Covid.

Al centro dell’incontro è intervenuta Federica Angelini, presidente del Comitato Ascoltami, associazione che rappresenta migliaia di persone con reazioni avverse gravi e documentate successive alla vaccinazione.
Angelini non ha portato slogan né polemiche ideologiche, ma cartelle cliniche, diagnosi e richieste precise allo Stato:
- riconoscimento,
- percorsi di cura dedicati
- e assistenza concreta.

Accanto a lei hanno preso la parola anche alcuni medici che da tempo studiano e confermano questi effetti sul piano clinico: Maria Rita Gismondo, Giovanni Frajese e Paolo Bellavite, contribuendo a spostare la questione dal terreno dello scontro politico a quello sanitario.
Un punto chiave, perché rafforza la tesi che Ascoltami non racconta frottole, ma denuncia un vuoto istituzionale reale: queste persone esistono, sono malate e spesso abbandonate.

Finalmente per la prima volta il tema dei danneggiati da vaccino Covid è stato portato ufficialmente su un palco politico di primo piano.
Resta, però, aperta la questione se questo si tradurrà in azioni concrete da parte delle istituzioni o resterà una questione mediatica.

Dopo l’ascolto servono atti concreti. Altrimenti resterà solo una vetrina.

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VB



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Spesso Morte!
 
La pediatra del diligente cinese dice che è tutto a posto non c'è nulla tra i bambini....

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Encefalite...

Questa è infiammazione cerebrale. Se non smette di gonfiore, taglierà l'ossigeno alle cellule e il neonato morirà.

Questo si chiama 'sids'

Se si ferma, provoca danni cerebrali che loro chiamano 'autismo'. Se lo chiamassero per quello che è veramente allora faresti troppe domande e loro non possono permetterlo. Molto più facile per loro chiamarlo in qualcos'altro, dare la colpa alla "genetica" e chiamarlo "regalo"

Questo è sufficiente per tranquillizzarti e sopprimere la verità.
 
"(I patogeni) non sono patogeni a prescindere. Sono patogeni in alcune situazioni". Come non essere d'accordo con questa "non linearità" Dottor Fabio Franchi! Moltissimi tentano di spiegare i "meccanicismi": molto pochi coloro che - come lei - si pongono delle domande fondanti... Andare oltre la concezione della "piramide della malattia" (🟢suscettibilità dell'host🔴aggressività del patogeno🟡fattori ambientali⭕️fattore tempo) è possibile... È molto probabile che fra le numerosissime entità biologiche e parabiologiche ospitate nel nostro sotto-ecosistema-corpo ne esistano alcune (o molte) che si adattano ai cambiamenti del contesto (terreno?) e siano in grado di modificare il proprio status... Cambiamenti sono stati osservati a livello atomico (trasmutazioni nucleari).. Come è possibile non aver ancora indagato che cosa succede a livello biologico e parabiologico? Sicuramente lo "scientismo" sfrenato, che ha invaso quello che avrebbe dovuto essere il territorio democratico della scienza, ha avuto (ed ha) il suo ruolo nel far assurgere al rango di dogma qualsiasi teoria strampalata... Il corpo umano (e quello di qualsiasi altra forma vivente) deve essere ancora studiato come insieme di altre forme di vita e di non-vita.. Iniziata a comprendere la complessità - forse - inizieremo a comprendere con umiltà che cosa è veramente la malattia... 🌈🙏❤️Vk.com | VK
 
Altro flop vaccinale in vista

L’influenza in circolazione (H3N2, ceppo K) è diversa da quella di ceppo J-Croazia su cui fu progettato il vaccino per la stagione 2025-26.

 
OMS 2025: la conclusione è pronta, le prove si selezionano dopo

La
revisione OMS 2010–2025 su vaccini, tiomersale e disturbo dello spettro autistico ribadisce la linea di sempre: nessun rischio. Non perché abbia esaminato e confutato tutte le evidenze contrarie, ma perché restringe il campo di analisi fino a renderle irrilevanti. I numeri sono espliciti. L’OMS fonda la propria posizione globale su 36 studi totali: 17 sul tiomersale e 19 su vari vaccini, trattati come se rappresentassero l’intera letteratura disponibile. A confronto, una valutazione alternativa prende in esame 308 studi complessivi, di cui 136 direttamente correlati ai vaccini, includendo epidemiologia, tossicologia, biologia meccanicistica, esposizioni ambientali, effetti degli adiuvanti, dose cumulativa e modelli clinici.

La differenza non è solo quantitativa ma metodologica. L’OMS applica criteri di ammissibilità che escludono sistematicamente proprio le prove in grado di indicare una possibile causalità: studi meccanicistici e biologici, tossicologia degli adiuvanti (alluminio), percorsi mitocondriali e neuroimmunitari, modelli animali, casi clinici, analisi ecologiche e, soprattutto, l’intera letteratura sui confronti tra vaccinati e non vaccinati. Così facendo, nessuna plausibilità biologica e nessuna realtà clinica possono emergere dal quadro finale.
L’omissione più significativa riguarda il confronto diretto tra vaccinati e non vaccinati. La revisione OMS non include alcuno studio di questo tipo, non per mancanza di dati ma per esclusione metodologica. La valutazione alternativa include invece tutti i 12 studi disponibili, dai quali emergono nei non vaccinati tassi più bassi di autismo, ADHD, disturbi dell’apprendimento, asma, malattie allergiche, patologie croniche, disturbi gastrointestinali e ritardi neuroevolutivi. Eliminando questi dati, l’OMS rimuove gli unici set capaci di mostrare cosa accade in assenza totale di vaccinazioni.

Anche la ponderazione delle prove è descritta come strutturalmente sbilanciata. Gli studi con risultati nulli ottengono valutazioni di certezza “moderata” o “forte”; quelli che mostrano associazioni positive vengono sistematicamente declassati a “certezza molto bassa” per “alto rischio di bias”, anche quando sono ampi e ben progettati. Il risultato è un sistema auto‑confermante, in cui ciò che assolve viene rafforzato e ciò che solleva interrogativi viene svalutato.

Infine, la revisione OMS ignora due elementi centrali nella ricerca su vaccini e autismo: l’esposizione cumulativa (nessuna analisi dell’intero calendario pediatrico, del raggruppamento precoce delle dosi e dei carichi combinati di adiuvanti) e la regressione dello sviluppo, fenomeno clinico frequentemente descritto e spesso associato temporalmente a fasi di vaccinazione intensiva.

La sintesi finale è chiara: la revisione OMS 2025 non si presenta come una valutazione completa, ma come un’analisi a perimetro controllato. Definendo in anticipo quali prove possono entrare, il risultato finale risulta inevitabilmente coerente con la conclusione già nota.

Per aggiornamenti senza filtri: t.me/carmen_tortora1
 

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