Titoli di Stato paesi-emergenti VENEZUELA e Petroleos de Venezuela - Cap. 1

probabilità recovery

  • 1

    Votes: 21 48,8%
  • 100

    Votes: 6 14,0%
  • 50

    Votes: 16 37,2%

  • Total voters
    43
Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.
In effetti, più leggo ... più mi convinco che l'unico ad essere interessato alla sorti del Venezuela è il sottoscritto :lol:.

L'importante è incassare le cedole, rendimenti stratosferici, gain stellari (sui forum non ne trovi uno in perdita) ... ringraziando il mercato finanziario che offre laute occasioni :corna:.

E sopratutto che il mondo non esisterebbe piu' un attimo dopo il default del Venezuela... :-o
 
E sopratutto che il mondo non esisterebbe piu' un attimo dopo il default del Venezuela... :-o

I primi a festeggiare sono gli amici dell'OPEC, i russi si giocano Maduro per i propri interessi.

Sarà da ridere con i cinesi, con la dirigenza di Xi Jinping sotto accusa per gli allegri "prestamo" a Caracas.
Riavranno indietro tutto, appellandosi negli organismi sovrannazionali.
 
I primi a festeggiare sono gli amici dell'OPEC, i russi si giocano Maduro per i propri interessi.

Sarà da ridere con i cinesi, con la dirigenza di Xi Jinping sotto accusa per gli allegri "prestamo" a Caracas.
Riavranno indietro tutto, appellandosi negli organismi sovrannazionali.

La spare capacity della sola Arabia Saudita corrisponde giusta giusta alla produzione giornaliera del Venezuela :fiu:
 
Noi, l'Europa cioè, siamo fuori, come un vaso di gerani in balcone...

Russia e Cina raggiungeranno 200 miliardi di dollari di scambi entro il 2020"

www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=15954

"«La Cina – ha detto il diplomatico – è un partner economico fondamentale per la Russia. La principale precondizione per raggiungere questo successo è passare ad un nuovo modello di cooperazione economica, che si basi su legami più stretti nelle catene di produzione e negli investimenti». Lavrov ha aperto la strada a Vladimir Putin, che nei prossimi giorni sarà in visita a Pechino per incontrare il presidente cinese e ampliare le relazioni tra Cina e Russia. «Su invito del presidente Xi Jinping – ha dichiarato il vicepremier cinese Zhang Gaoli durante una riunione della Commissione russo-cinese per la cooperazione energetica – il presidente Putin visiterà la Cina verso la fine di giugno. I due leader svilupperanno un nuovo piano per l’ulteriore approfondimento della cooperazione tra Cina e Russia». A tal proposito, Zhang Gaoli ha anche annunciato che a novembre il premier cinese Li Keqiang dovrebbe incontrare a San Pietroburgo l’omologo russo Dmitri Medvedev e continuare così il lavoro che sarà iniziato da Putin e Xi Jinping.

La speranza del Cremlino è quella di coinvolgere la Cina in una cooperazione più stretta tra le istituzioni bancarie dei due paesi, come la Banca asiatica per gli investimenti nelle infrastrutture, la Nuova Banca di sviluppo dei Brics e la Banca di sviluppo eurasiatica.

E proprio dalla rotta eurasiatica che passa una importante fetta di questa collaborazione. Il punto di arriva è quello di accordi commerciali tra l’Unione economica eurasiatica e Pechino. «Abbiamo raggiunto un accordo di principio per coniugare il percorso d'integrazione eurasiatico con il progetto cinese del Corridoio economico Via della seta», ha affermato Lavrov, il quale ha fatto intendere come l’obiettivo finale sia quello di creare uno spazio economico comune fra Uee e Cina, coinvolgendo anche l'Organizzazione per la cooperazione di Shangai (Osc) e l'Associazione delle nazioni del Sudest asiatico (Asean)."


A novembre non manca molto, questo è un articolo dell'anno scorso:

LA NUOVA VIA DELLA SETA SARÀ LASTRICATA DI ORO - Rischio Calcolato

Interessante questo passaggio:

"
La Cina pertanto ha richiesto ufficialmente al IMF l’internazionalizzazione dello yuan che comporta la sua inclusione nei diritti speciali di prelievo (Special Drawing Rights, SDR) il club esclusivo delle monete di riserva. Questo passo mira a realizzare il suo piano A. Creati nel 1969, gli SDR sono l’unità di conto del’IMF formata da un paniere che comprende dollaro (47.7%), euro (32.8%), sterlina (12.05%) e yen giapponese (7.30%). Il paniere, aggiornato ogni cinque anni, riflette il peso relativo di queste valute nel sistema monetario internazionale e il valore è calcolato in dollari in base al tasso di cambio stabilito giornalmente nel mercato di Londra. Si chiamano «diritti» perché ogni partecipante può utilizzare, in proporzione alla quota versata, le altre valute del paniere per rifornirsi di liquidità pagando un interesse a chi le cede. Il Dragone sa che gli SDR rappresentano un paniere di valute spazzatura ma è interessato a entrarci solo per assicurare la piena convertibilità allo yuan e quindi la sua massima circolazione. Poi, eventualmente, passerà al piano B. L’ammissione negli SDR avrà infatti due conseguenze «sismiche». Innanzi tutto la Cina ora rappresenta il 50% dell’economia mondiale e come maggior creditore degli USA, avrà un peso decisivo nel IMF, il che provocherà frizioni con gli USA. In secondo luogo, lo yuan per accedere al paniere valutario, dovrà prima sganciarsi dal dollaro cui è ancorato dal 1994, il che potrebbe scatenare, nel sistema monetario, un terremoto di magnitudo 10 della scala Richter (molto peggio di quanto è successo quando è saltata la parità tra franco svizzero e euro). Ma in questo caso è pronto il piano B.

Gold standard 2.0

Ho letto più volte ed in diversi report che la FED negli ultimi 10 anni ha immesso sul mercato 2-3 volte la quantità di banconote prodotte negli Stati Uniti nei precedenti 200 anni... Nel frattempo, molti altri Stati sovrani come la GB, la UE, il Giappone, ecc... si stanno dando da fare per non rimanere indietro nella classifica dei maggiori stampatori di cartamoneta... Ora lascia abbastanza stupiti l'arrogante ipocrisia di coloro che pur giustamente criticano l'orgia cartacea del BCV... Rimane il fatto incontrovertibile che questa situazione monetaria anomala è contraria alla Storia millenaria delle valute... e prima o poi proprio la Storia rinnoverà la sua lezione dolorosa e ciclica... il ritorno al gold standard. E questo avrà effetti tanto più terribili, quanto più a lungo le economie nazionali si ostineranno nella loro follia cartacea.
 
Il Venezuela spera sempre in un taglio della produzione di barili di greggio da parte dell’Opec per far risalire le quotazioni del petrolio dalle quali dipendono le entrate valutarie del paese. Come noto, il paese è in grossa difficoltà finanziaria, le riserve statali sono scese a 12,5 miliardi di dollari a fronte di un debito estero pari a dieci volte tanto e la compagnia petrolifera statale Petroleos de Venezuela (PDVSA) dovrà rimborsare tra la fine di ottobre e i primi di novembre oltre 3 miliardi di bond. Tuttavia, l’Opec, nel corso del meeting di domani, sembra voler rimanere fedele alla sua politica che non prevede tagli alla produzione di petrolio alla luce della sottostante forza dei prezzi del greggio. Lo affermano gli analisti di Ocbc, secondo i quali, l’eccesso di offerta presente sul mercato inizierà a ribilanciarsi nella seconda metà dell’anno, mentre le quotazioni dell’oro nero resteranno aggrappate al di sopra della soglia di 50 usd/barile fino alla fine del 2016.







Il Venezuela non è a rischio default






Nonostante i rendimenti dei bond venezuelani superino abbondantemente il 30% e i Cds (credit default swap) a 5 anni superino i 5.600 punti, il Venezuela non sarebbe a rischio default. Le condizioni dell’offerta sul mercato del greggio sono di fatto congelate, grazie a un freno agli investimenti e alle interruzioni di produzione. Lo ha affermato Eulogio del Pino, ministro del petrolio venezuelano, positivo sulle possibilita che i membri dell’Opec, riuniti a Vienna per la riunione semestrale dell’Organizzazione, possano raggiungere un accordo su dei livelli massimi di produzione. “Siamo qui perche’ abbiamo bisogno di parlare”. Del Pino ha rigettato le supposizioni che il Venezuela sia a rischio default. Il ministro ha insistito che il Paese si sta impegnando con tutte le sue forze per onorare le obbligazioni e che la percezione globale sulla crisi venezuelana e’ falsa. “Cio’ che sta avvenendo e’ una guerra dell’informazione. Il Venezuela e’ sempre stato un produttore affidabile di petrolio”. Per Del Pino la domanda globale salira’ di due milioni di barili al giorni nel prossimo trimestre, e questo potrebbe essere problematico per l’inverno che verra’.
:daisy::jack:
 
Irán no cree que Venezuela tenga opción de ocupar la Secretaría de la OPEP

EFE







Irán aseguró hoy que sólo los candidatos de Nigeria e Indonesia tienen opciones de ser elegidos al cargo de secretario general de la OPEP, descartando así al aspirante venezolano, Alí Rodríguez.

“De hecho, tenemos sólo dos países (con candidatos) y los otros no tienen ninguna oportunidad”, afirmó el ministro de Petróleo de Irán, Bijan Namdar Zangeneh, justo antes de la conferencia ministerial que la Organización de Países Exportadores de Petróleo (OPEP) celebra hoy en Viena.

El responsable iraní afirmó que tanto el nigeriano Mohammed Barkindo como el indonesio Sudirman Said están cualificados para el cargo, pero anunció que él apoyará hoy a Nigeria en la votación que se espera se produzca.

“Apoyamos a Nigeria porque se lo prometimos hace diez meses. Sin embargo, eso no significa que estamos en contra de Indonesia. Indonesia es nuestro amigo”, matizó Zangeneh.

Distinta fue la postura del representante de Ecuador en la reunión, Wilson Pastor, quien dijo que dará su respaldo a Rodríguez.

“Se habla mucho del candidato de Nigeria e Indonesia pero nuestro candidato es el de Venezuela en primera instancia”, dijo el gobernador de Ecuador ante la OPEP.

“Nosotros apoyamos como primera opción al candidato venezolano, pero si no hay consenso tendremos que decidir un poco más qué otra opción existe”, dijo Pastor.

La mayor parte de los ministros se han mostrado confiados en que lograrán hoy superar sus divisiones internas y alcanzar un consenso para nombrar al sustituto del libio Abdalá El-Badri, en el cargo desde 2007.

El mandato de El-Badri, que expira el próximo julio, ha sido prorrogado varias veces ante la falta de acuerdo sobre su posible sucesor.
 
Ho letto più volte ed in diversi report che la FED negli ultimi 10 anni ha immesso sul mercato 2-3 volte la quantità di banconote prodotte negli Stati Uniti nei precedenti 200 anni... Nel frattempo, molti altri Stati sovrani come la GB, la UE, il Giappone, ecc... si stanno dando da fare per non rimanere indietro nella classifica dei maggiori stampatori di cartamoneta... Ora lascia abbastanza stupiti l'arrogante ipocrisia di coloro che pur giustamente criticano l'orgia cartacea del BCV... Rimane il fatto incontrovertibile che questa situazione monetaria anomala è contraria alla Storia millenaria delle valute... e prima o poi proprio la Storia rinnoverà la sua lezione dolorosa e ciclica... il ritorno al gold standard. E questo avrà effetti tanto più terribili, quanto più a lungo le economie nazionali si ostineranno nella loro follia cartacea.

Dopo 92 anni la sterlina ha ceduto il passo al $ ora, dopo un periodo analogo, anche il $ è a fine corsa. L'oro dura da 5000 anni! Il tempo ci darà una risposta, nel frattempo sembra che le materie prime facciano più gola del biglietto verde:

"
Cina e Stati Uniti per la lotta per il mercato delle materie prime in Brasile
News economica tedesca | Pubblicato:02:06:16 00:10 guardare
Tra Cina e Stati Uniti ha imperversato per diversi anni una battaglia per il mercato petrolifero brasiliano. Aggiungi a che i due paesi vogliono controllare anche il mercato brasiliano per il niobio metallo. Niobio è utilizzato principalmente nel settore siderurgico, le braccia e l'olio."

Rohstoffe, Brasilien: China, USA kämpfen um Rohstoffmarkt


"La battaglia globale delle materie prime per il niobio metallo è in pieno svolgimento.Niobio è considerato uno dei più preziosi e più importanti metalli nel mondo ed è utilizzato nella costruzione di oleodotti, e nella produzione di barre di combustibile nucleare e nell'industria della difesa. Il trasportatore di metallo culla Resources ha riferito che il 90 per cento del metallo viene dal Brasile."

"Da quando la Cina e gli Stati Uniti sono i maggiori concorrenti principali della domanda di niobio, entrambi gli stati dovrebbero interferire attivamente nella politica interna del Brasile, al fine di garantire il mercato delle materie prime di niobio."
 
In effetti, più leggo ... più mi convinco che l'unico ad essere interessato alla sorti del Venezuela è il sottoscritto :lol:.

L'importante è incassare le cedole, rendimenti stratosferici, gain stellari (sui forum non ne trovi uno in perdita) ... ringraziando il mercato finanziario che offre laute occasioni :corna:.

Siamo sul forum di Investire Oggi, non su quello di Medici Senza Frontiere: si va dove c'è ciccia, e qui non manca.

Gain stellari non credo, ma solo un babbeo non sarebbe riuscito a portare a casa gain decenti col Venezuela: occasioni ce ne sono state a bizzeffe per entrare e/o uscire, solo chi aspettava di raccogliere col cucchiaino a 20/25 è rimasto col cerino in mano.
 
Siamo sul forum di Investire Oggi, non su quello di Medici Senza Frontiere: si va dove c'è ciccia, e qui non manca.

Gain stellari non credo, ma solo un babbeo non sarebbe riuscito a portare a casa gain decenti col Venezuela: occasioni ce ne sono state a bizzeffe per entrare e/o uscire, solo chi aspettava di raccogliere col cucchiaino a 20/25 è rimasto col cerino in mano.

Io sono un pessimo trader, ed i forum sono pieni di gente con supergain.
Mi piacerebbe vedere lo status delle minus/plusvalenze del portafoglio.
 
Tweet da Solfin:

Apertura, #BonosVenezolanos

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