A cosa servono le privatizzazioni?
"Il mercato festeggia in
Borsa il primo bilancio da gruppo quotato, i cittadini italiani no. Al
Tesoro, che ha in mano il 64% della società, andrà infatti un assegno di “soli”
287 milioni. A questi ritmi
sarebbero bastati poco più di sei anni per intascare l’intera somma ottenuta con lo sbarco a Piazza Affari: se l’azienda non fosse stata
privatizzata, le casse pubbliche avrebbero infatti beneficiato dell’intero monte dividendi pari a
444 milioni. Non solo: se da un lato, infatti, lo Stato ha
incassato tre miliardi dalla quotazione, dall’altro ne ha versati oltre 2,6 nelle tasche di Poste per
crediti pregressi vantati dalla società verso le casse pubbliche. Con il risultato che ora, il gruppo, posseduto per un terzo da privati, si ritrova un avanzo della
posizione finanziaria netta da ben 8,7 miliardi rispetto a 4,7 miliardi dello scorso anno. Si tratta di una cifra record alla quale ha contribuito anche l’aumento di valore degli strumenti finanziari in pancia al gruppo per 1,1 miliardi."