Operatività Indici & Futures - Open - Cap. 2

Lei è proprio carina. A modo. Gentile. E anche, diciamocelo apertamente, veramente un gran pezzo di gnocca. Ma il suo lui? :-R Quando viene tutti scappano. E l'alito? Diciamocelo: un topo di fogna morto da due anni puzza meno del suo alito.
Peccato. Con lei sto veramente bene.
 
Sul lavoro? Lo stesso.
Dividiamo le relazioni in quelle che ci fanno stare bene, e quelle che ci procurano infelicità
E' normale questo.
Ma perché accade?
E' veramente colpa di una lei nevrotica o di un lui dispotico che si insinuano nella relazione amicale rovinandola?
 
Partiamo da un dato di fatto: se il suo alito è pestifero non possiamo farci niente. Quello è. E mettere il nostro naso davanti alla bocca di un interlocutore siffatto non è piacevole per nessuno.
A dire che vi è una parte del nostro comportamento che comporta una problema per gli altri. E la responsabilità del nostro isolamento sociale va cercata dentro di noi.
Ma nella maggioranza dei casi sono tutti problemi superabili!
Ti puzza l'alito? Mangiati una mentina. Ne ho sempre con me alla bisogna!
Sei nevrotica? Rilassati, non ti mangio mica!
 
Eppure una mente che discrimina in questo modo arriva anche a pensare: "se non ci fosse...sarei molto più felice"!
E l'azione sorge sempre dal pensiero.
Per cui il passo dal pensiero all'azione di eliminazione è talmente breve che compiamo il gesto senza nemmeno accorgerci.
Rompiamo la relazione con la persona che ci è simpatica per colpa del suo partner che ci è antipatico.
Alcuni di noi arrivano anche all'eliminazione fisica della fonte di infelicità. Che, sottolineo, è supposta poiché come scritto prima siamo parte della relazione in cui entriamo con i nostri difetti.
Ma perché arriviamo a percepire la relazione come dipendenza della nostra felicità dalle persone che ne sono coinvolte?
 
Sempre per lo stesso motivo: gli errori grossolani.
Il primo che abbiamo affrontato è quello dell'eternalismo. O durata illimitata di un fenomeno.
Nulla al mondo è eterno. Lo sappiamo tutti ma ci nascondiamo dietro alla paura che genera il vuoto lasciato dal cambiamento delle cose del mondo.
E' come se, quando mi relazione con te, sia esclusiva. Ma per esclusiva noi intendiamo non duale, io-tu, ma eterna. L'attimo di felicità che provo quando mi relazione con te nella mia concezione errata della realtà è eterno.
Così quando nella relazione irrompe un altro, nell'esempio sua moglie nevrotica o il marito dispotico, vengo bruscamente richiamato alla realtà: la percezione di permanenza per sempre è errata. Mi sono sbagliato.
E come reagisco?
Ammetto l'errore?
Certo che no.
Incolpo l'altro: è colpa sua se ora non sono più felice.
Si certo, ci sono persone che si comportano male e che per tale rendono invivibile una relazione.
Ma siamo sempre noi che percepiamo la relazione come immutabile.
Così non è.
Prima o poi si romperà. Muterà. E se ora è della natura della felicità, gioco forza il suo mutare sarà una caduta nel suo opposto: l'infelicità.
Un archetipo fondamentale delle cose del mondo è la coppia: dove c'è l'alto c'è il basso; dopo la luce arriva il buio; dopo la morte c'è la nascita. Se vado a destra non posso andare a sinistra. E così anche per la felicità: quando non lo sono, allora provo infelicità.
E' nell'ordine naturale delle cose.
Il mondo gira così.
Possiamo urlare strillare piangere financo arrivare ad uccidere: ma nulla cambia. E ci ritroviamo spossati, stanchi finiti. Con un nulla di fatto in mano. E viviamo profonde angosce, sensi di colpa e rimpianti per quello che abbiamo fatto.
Ci pentiamo. Ma è troppo tardi.
 
Alla base c'è un errore: l'eternalismo. La credenza errata dell'immutevolezza delle cose del mondo. Della permanenza.
E' talmente radicato in noi che lo possiamo chiamare un difetto mentale.
Significa che appartiene a ciascuno di noi!
Nessuno escluso.
 
Eppure è esperienza comune che:
l'amico di oggi è il nemico di domani
E il nemico di domani è l'amico di dopo domani.
 
E crediamo veramente che quando affrontiamo il trading questo tipo di mente grossolana ed errante non ce la portiamo dietro?!?
 
Putroppo invece è proprio alla base dei nostri errori.
Così come sbagliamo nelle relazioni, così sbagliamo nel trading.
Quanti di noi si sono lamentati per l'inversione di tendenza?
Quanti di noi si sono lamentati per l'azzeramento di un gain?
Quanti di noi hanno dato la colpa al mercato? Truffaldino e manipolato?
Quanti?
Tutti!
Nessuno escluso.
 

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