minotauro ha scritto:
Dopo un saluto particolare a gastone
faccio il punto della situazione del mio personalissimo portafoglio tutto in long:
1)
RETELIT e RCS, secondo le precedenti indicazioni;
2)
FSA prezzo medio
33.67;
3)
MEDIASET prezzo medio
8.235;
4)
TELECOM ITALIA prezzo medio
2.13
Il tutto nell'ottica del rimbazo di breve.
Auguro a tutti un buon fine settimana.
Portafoglio ancora inalterato: tutto in long aspettando 43.000.
Vorrei solo fare il punto su TELECOM riportando un articolo che, secondo me, spiega bene il perchè il valore delle azioni che i vari analisti stanno annunciando, nel breve non valgono nulla:
Terzo giorno consecutivo di forti acquisti su Telecom Italia (TIT.MI): con oggi il rialzo da lunedì è arrivato al 14%. Imponenti anche i volumi, nonostante una parte degli investitori sia già in vacanza: negli stessi tre giorni è stato scambiato circa il 15% del capitale. Visto che la maggior parte degli analisti non ha in questi tre giorni mutato atteggiamento e resta dell'idea che Telecom Italia possa valere un prezzo non troppo sopra ai 2 euro, è probabile che i compratori non si stiano affidando a quanto è scritto in report come quello di Cheuvreux di stamattina, che conferma il giudizio underperform e il target price di 2,1 euro: i soggetti che stanno rastrellando titoli, quale che sia la loro identità, guardano ad altro.
Guardano molto probabilmente al fatto che l'arrivo di un'offerta a 2,82 euro per azione (2,96 euro se si tiene conto del dividendo) ha cambiato le carte in tavola: ci sono due operatori telefonici di calibro mondiale, gente che si presume abbia valutato con attenzione le prospettive di investimento, disposti a rischiare i loro soldi ed a scommettere sulla possibilità di estrarre valore da Telecom Italia. E' anche lecito pensare che i loro consulenti li abbiano informati che l'Italia è in Europa, e che quindi negli interventi per migliorare l'efficienza dovranno tenere conto delle specificità nazionali, ben diverse in termini di rapporto con la politica da quelle degli Stati Uniti.
Ad acquistare potrebbero essere anche gli stessi americani, se davvero i due colossi delle tlc hanno deciso di mettere piede in Italia, è probabile che il loro piano preveda, in parallelo alle trattative con Pirelli, il rastrellamento in Borsa, a prezzi più bassi, di altre azioni Telecom Italia, in modo da arrivare al 29,9%. Una volta arrivati a quella soglia, At&t potrebbe decidere di fermarsi per sondare il terreno, oppure procedere con l'Opa: la manovra ostile non è probabile ma non è nemmeno da escludere, visto che i soldi per portare avanti l'operazione non sono un problema. Gli americani hanno anche altre ragioni per rastrellare i titoli Telecom Italia: se Mediobanca deciderà di esercitare il suo diritto di prelazione sulle azioni Telecom di proprietà di Pirelli, si troverebbero con una campagna d'Italia finita ancora prima di iniziare. Ma se l'investimento nel nostro Paese rientra nei loro piani strategici, potrebbero mettere insieme in questi giorni un pacchetto del 10%, pagandolo 2,3-2,4 euro per azione, e lanciare il mese prossimo l'Opa a 2,8-2,9 euro per azione, lo stesso prezzo che hanno già messo in conto di pagare.
Dall'altra parte della barricata ci sono Mediobanca, Generali, Intesa-SanPaolo, e una ridda di possibili soggetti che potrebbero entrare a fare parte della cordata nazionale. Se vogliono davvero contrastare gli americani, non hanno altra possibilità che andare in Borsa e comprare subito, in modo da aumentare la loro quota: secondo indiscrezioni avrebbero già raggiunto il 12-13% partendo da circa il 10%, è molto probabile che possano andare avanti fino al 20% in modo da pareggiare con Olimpia.
Ci sono anche ragioni di più stringente attualità a giustificare gli acquisti di azioni: l'assemblea del 16 aprile dovrà provvedere al rinnovo del consiglio d'amministrazione e potrebbe essere terreno di scontro al momento della votazione. Le liste di candidati dovrebbero essere pubblicate domani dai giornali e già si sa che in quella di Olimpia non figura Guido Rossi. Il presidente uscente potrebbe però figurare in una lista del tricolore in grado di poter contare su più del 20% dei voti dell'assemblea, in questo caso si tratterebbe di un inaspettato ribaltone e indicherebbe che a comprare in questi tre giorni sono stati gli italiani amici del governo.