ludwigii
Forumer storico
Intanto ti dico la mia:
Ovvio che si!
Infatti in Europa dove il QE non c'è stato, puoi fare un confronto tra le diverse borse che riflettono la diversa salute delle diverse economie.
Così che il Dax sta scendendo dai massimi di giugno-luglio, mentre il nostro FTSEMib i massimi li ha visti post rally semestrale a ottobre 2009, poi tra alti e bassi non li abbiamo più rivisti quei livelli.
Poi certo che sul nostro indice le banche pesano come macigni, e queste davvero da ottobre 2009 non hanno fatto altro sostanzialmente che scendere, pur con ampie escursioni.
L'illusione dell'uscita dalla recessione, specie in America si è avuta grazie alla tornata di trimestrali 2009 e 2010 migliori del 2008.
Ma questo perchè si confrontavano con il bottom, trovavano parziale sollievo nel taglio di costi a seguito di licenziamenti, condizioni lavorative sempre più vessatorie (basta vedere come sono stati riscritti gli accordi con la UAW da GM e Ford) dismissione di asset, ridimensionamenti.
Nel caso dei Finanziari, ricapitalizzazioni, maquillage contabile per gli asset tossici (quando poi, nei casi più critici, non siano proprio stati spostati nelle bad banks create ad hoc).
In più mettiamoci pure gli straordinari profitti da trading ottenuti da GS e compagnia bella, che hanno preso in prestito easy money quasi a gratis dalla fed e l'hanno moltiplicato ben bene, accumulando nel 2008-2009 e distribuendo nel 2009-2010.
Il nasdaq ci può stare che sia strutturalmente più forte. Il comparto tecnologico è uno dei pochi che tira, c'è frequente innovazione, induce a un continuo turnover ed è ormai consumistico per definizione.
Inoltre la gente ormai è così disperata che non potendo fare sacrifici per progetti seri della vita, perchè apparentemente insormontabili in molte situazioni, preferisce non pensarci e comprarsi l'ultimo giocattolo lasciandoci sopra mezzo stipendio. E' un processo di scotomizzazione, negazione. E la tecnologia si presta benissimo alla shopping-terapia.
Comunque neanche questo settore potrà essere per sempre la gallina dalle uova d'oro:
la concorrenza è agguerrita, i margini si fanno risicati e il settore, proprio per il rovescio della medaglia della continua evoluzione e competizione e per la produzione seriale che concentra i costi in fase di sviluppo, ma poi a regime può produrre "con lo stampino", è un settore fortemente deflazionistico: o piazzano una primizia subito o 6 mesi un anno dopo, sugli scaffali dei negozi gli tocca regalarla.
E sempre in virtù della concorrenza anche i player principali possono incorrere in alterne fortune: basta vedere Nokia come s'è cappottata.
Mi permetto di sottolineare alcune parti dell'ultima fatica di Stockexchange.
scotomizzazione, qua dopo il timociclico
al massimo arrivo a Duns Scoto
..... però ormai ne ho dedotto che il nostro Stockexchange o è medico o psicologo dei mercati.
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