Se lo chiedi, ti rispondo (in verità, per capire), premettendo che sono completamente digiuno di cicli, quindi il io ragionamento prendilo come quello di un ignorante.
Svolgimento:
dal poco che ho capito, il ciclista cerca di ipotizzare il futuro quando ancora sta lavorando su ipotesi di cicli rappresentativi del passato; insomma, non si riesce ad essere certi in che ciclo siamo e siamo stati, quindi facciamo un'ipotesi per il futuro: in pratica un'ipotesi su un'ipotesi!
Per terminare: ma con i calcolatori che abbiamo oggi, se i cicli avessero una loro valenza, non riuscirebbero ad individuarli almeno per "descrivere" i movimenti passati?
PS: Elico, come detto, la mia non è una critica al tuo lavoro (ci mancherebbe: ognuno fa come vuole): semmai l'occasione per chiarirmi certi aspetti.
Ciao
@cicoriabagnata , buongiorno a tutti,
il senso del mio post di ieri, probabilmente frainteso perché non arricchito con ulteriori essenziali considerazioni, è che dopo oltre 10 anni di onorato servizio, nell'epoca delle macchinette, dell'high frequency trading, manovratori e compagnia bella, mi stupisco ancora di come il Mercato possa seguire fedelmente un battito e le regole che gli abbiamo costruito sopra.
L'Intraday di ieri, iniziato ciclicamente nella seconda parte della seduta di venerdì, rappresenta l'esempio di riferimento di come la ciclicità sia presente, "controllabile" e che talvolta si palesi con una regolarità esasperata.
E ancora oggi mi chiedo come gli istituzionali e/o gli specialisti del settore non la utilizzino o solo in minima parte..
Nel transitorio 2015/2018 per qualche tempo ho avuto modo di collaborare part time e best effort (al netto cioè dei miei impegni lavorativi e familiari), con un paio di Sim milanesi ma con risultati (di convincimento) poco apprezzabili.
Avevano ben chiaro che esiste una componente Tempo nel Mercato ma per esigenze operative preferivano affidarsi a indicatori tecnici/economici di tutt'altra natura.
Naturalmente, come da mia indole, ho desistito evitando qualsiasi tipo di forzatura o sottolineatura.
Ad ognuno il proprio mestiere con le proprie peculiarità e competenze.
Amo la coltura dei bonsai, la meteorologia, l'acquariofilia. Sono una frana in cucina, non mi interessano i motori in genere e sono poco avvezzo al fai da te. In sintesi, ad ognuno il suo. Senza forzature
e/o storpiature.